Studio Scientifico delle Quarte di Copertina

Pubblicato da Alessandro Bonino domenica 20 aprile 2008

A Cuneo, ieri, presenti Alessandro Bonino, Timofej Kostin e Paolo Nori, ci è venuto in mente di istituire un Centro Nazionale e Internazionale per lo Studio Scientifico delle Quarte di Copertina. Abbiamo pensato di cominciare con quello che avevamo sottomano, e lo trovate nel file MP3 che si apre qua sotto. Potete inserire le vostre osservazioni scientifiche su questa quarta nei commenti, e segnalare quarte di copertina (anche già in formato sonoro) alla mail redazione@laccalappiacani.it.

Quarte 1 - Legge Timofej Kostin



35 commenti to “Studio Scientifico delle Quarte di Copertina”

  1. Allora mi è successo questo. Mi sono guardato allo specchio, verso le tre del pomeriggio, e ho visto che avevo una parte della faccia, vicino all’orecchio, tutta chiazzata di rosso. Ho una malattia? ho pensato. Poi ho pensato che probabilmente mi ero appoggiato. Più tardi, verso le sei del pomeriggio, mi sono riguardato allo specchio avevo ancora una parte della faccia vicino all’orecchio macchiata di rosso. Ho una malattia, ho pensato. Magari ho mangiato qualcosa che ha fatto, come si dice, ha provocato la cosa lì, la sfogazione. Non l’emoraggia, non l’astenia, la cosa lì. quando si dice che uno è… allergico. Va be’, pace, ho pensato. Dopo, verso le sette, ero al computer, mi sono alzato improvvisamente sono andato in bagno mi sono pulito con l’acqua la macchia rossa è venuta via.
    Io in casa ho due telefoni, uno con la rubrica, l’altro senza rubrica. Per distinguerli, ho dipinto di rosso quello con la rubrica, con uno di quei pennarelli indelebili che te li vendono come tali. Era meglio se dipingevo di rosso quello senza rubrica. Uso sempre quello con la rubrica.
    Questa cosa, per dire, in una quarta di copertina, non ci sarebbe nessuna ragione di metterla.

  2. Questo sito web html se lo guardi sembra un sito web html come un altro ma se lo leggi no. E’ diverso. Te ne accorgi subito. Come i libri, a guardarli sembrano tutti uguali, pagine e pagine di nero su bianco, poi a leggerli…a volte anche a leggerli. Ma non questo, di sito web. Questo ho pensato come quarta di copertina di un sito web.

  3. Io dividerei la 4a in 4/4. Poi la moltiplicherei per 4 ottenendo 16. A questo totale sottrarrei 4 + 1, ottenendo 11. Infine moltiplicherei 4 per 14, ottenendo 56. Ora ho: 16.11.56. La data di nascita dell’Autore di questa 4a.

  4. Bellissima quarta Giancarlo. Meriterebbe di scriverci un libro.

  5. Una bandella:

    “L’autore dovrebbe andare a nascondersi.”
    - J.D. Salinger

  6. Grazie Paolo… si capisce dalla prevalenza dei numeri sulle lettere che l’ho scritta direttamente dal mio box di cassiere?
    (oggi poca gente…)
    :-)

  7. No, sembra scritta in campagna, dopo un picnic, su una tovaglia a quadri bianchi e blu, tutta imbriciolata.

  8. Anche uno studio scientifico delle note biografiche degli autori a margine delle quarte di copertina (soprattutto, ritengo, di quelle note biografiche palesemente fantasmatiche o improbabili) potrebbe rivelarsi fecondo?

    (comunque bellissima secondo me quella di cavazzoni su cornia!)

    saluti
    lp

  9. ecco, a proposito io avevo scritto due righe a margine del risvolto di copertina del libro Sulle tristezze e i ragionamenti di Ugo Cornia, scritto da Ermanno Cavazzoni e, non sapendo cosa farne, le metto qui nei commenti, sperando non dian fastidio.

    Una volta ho sognato che uno scrittore italiano mi invitava a casa sua, mi offriva pane e salame e un po’ di vino, e poi dopo tornavo a casa mi ammalavo e poi morivo di epatite.

    Un’altra volta ho fatto quasi lo stesso sogno, che uno scrittore italiano mi invitava a casa sua, mi offriva delle specialità tipiche della sua terra e poi tornavo a casa mi ammalavo di afta epizootica e morivo.

    Poi un’altra volta ho sognato un sogno quasi uguale, solo che andavo a casa di questo scrittore ma non mangiavo niente e poi dopo che tornavo a casa mi ammalavo di leptospirosi e morivo.

    Ho pensato che questo scrittore, lui non m’invita, ma se m’invita, io non ci vado mica.

  10. Va bene, allora se però vogliamo studiarle scientificamente le quarte di copertina, bisogna anche cominciare a categorizzarle. Intanto, per dire, ci sono quarte di copertina che in realtà sono ottave di copertina, nei libri con la sovracopertina, fai un due tre quattro di copertina, e poi riinizi, cinq sei sett otto. Per vedere la vera quarta di copertina, bisogna spogliare il libro della sovracopertina. Vero, spesso spogliandolo si scopre solo che la vera quarta di copertina o è vuota, oppure è una copia dell’ottava di copertina. E la fascetta dei premi letterari, cosa dire poi della fascetta dei premi letterari? Prende almeno un quinto della superficie di ogni copertina, quindi aggiungendola all’ottava di copertina, più quattro quinti, fa quasi nove di copertina. Altro che quarta di copertina.

  11. sì fa presto a contare qui, ma qualcuno sottovaluta alcune copertine di una casa editrice che ama il bianco, bianco dappertutto e rosso tra le pagine.

  12. Sono fiera che esista uno studio scientifico per i quarti di copertina. attendo sviluppi.
    Ce ne fossero

    Gisy

  13. Cosa dire delle fascette dei premi letterari? E cosa dire delle fascette? A me vien da dire che nelle librerie si trovano dei libri con intorno delle fascette grandissime e sapete cosa c’è scritto sopra a queste fascette che stanno intorno a questi libri che stanno nelle librerie? C’è scritto “Inedito”. Anche l’ultimo libro di Moravia mi sembra, i due amici, c’aveva una grande fascia con sopra scritto “Inedito”. Come inedito? Al massimo “Postumo”.

  14. Io inventerei un premio serissimo che chiamerei Premio Spazzatura. Poi voglio vederle, le bandelle con su scritto VINCITORE DEL PREMIO SPAZZATURA 2008

  15. le fascette, se proprio posso di dire, a me fanno venire il nervoso, proprio il nervoso che in genere le accartoccio o le strappo; o più spesso non compro libri fascettati.

    Seguira studio scientifico sul nervoso che fanno venire certi libri sofisticati da sovracopertine fascettate. Ed anche, ritengo auspicabile, uno sul rapporto tra premio letterario e fasc(ett)ismo editoriale.
    saluti, lp

  16. L’altro giorno ho preso Playboy e in effetti, come copertina, c’era una quarta niente male

  17. ah dimenticavo, secondo me la quarta di copertina più bella e amara di tutti i tempi dice così:

    Lavarsi, pesarsi, digerire con contegno.
    Non resta altro tempo nella giornata.
    Alcuni riescono anche a piangere.

    ed è la quarta di copertina di In amore la donna vuole tribolare, scritto da Maurizio Milani, che per inciso secondo me è uno dei massimi autori di questo e dell’altro secolo, ma magari è un altro discorso, scusate la divagazione.

  18. E’ un’idea molto interessante. Alcune osservazioni un po’ confuse e un po’ scientifiche.
    Penso che qualsiasi studio scientifico abbia bisogno di una prima fase di sola osservazione e raccolta dei dati; iniziare da quello che si ha sottomano è, secondo me, un inizio semplice, facilmente realizzabile e se applicato su una scala sufficientemente ampia e varia potrebbe anche non avere dei forti vizi di campionamento.

    Campionamento. A me dopo aver ascoltato il file audio è venuto istintivo prendere in mano il libro. Scientificamente questa è una verifica della riproducibilità del campionamento e non un non mi fido preferisco usare i miei occhi. La prima osservazione è stata: ma non è mica stato letto tutto quello che c’è in quarta. Ammettiamo che si possa scegliere di non tenere conto di tutto e se poi arriva qualcun altro e presenta un pezzo diverso conta come una quarta differente? Non mi sembra corretto. Forse sarebbe meglio considerare tutto, da non mi davo pace a jazz trio in questo caso (12euro mi sembra che si possa lasciarlo fuori senza grossi problemi). E se invece esistesse una ristampa con solo una parte della quarta che ho sottomano io? Nasce quindi, secondo me, l’esigenza di legare una quarta non solo al libro ma anche all’edizione. Leggendo i commenti mi sono resa conto che la mia idea di quarta non è per niente legata alla posizione e che mai mi sarei sognata di escludere da uno studio sulle quarte buona parte degli Adelphi o dei Sellerio (tanto per fare due esempi). Penso quindi sia opportuna anche una definizione di quarta che naturalmente potrà cambiare nel corso dello studio.

    Scopo dello studio. Qual è lo scopo di questo studio? Classificare i vari tipi di quarte? Vedere che tipo di pensieri la quarta fa arrivare nella mente di chi la legge? Vedere se serve a ricordare il libro dopo anni dalla lettura? Capire se e quanto influisce leggere una quarta sui desideri rimettere il libro al suo posto/continuare a tenerlo in mano?

    Raccolta dei dati. L’osservazione (che io trovo sia di suo una bella cosa, anche piacevole a volte) diventa a mio parere utile per uno studio scientifico se si sa che cosa si deve osservare altrimenti si corre il rischio di ritrovarsi a buttare via tutto il lavoro e iniziare da capo. A essere sincera è molto facile accorgersi di aver fatto degli errori iniziali in uno studio scientifico ma partire cercando di evitarne il maggior numero possibile è, per quella che è la mia esperienza, utile per non perdere la pazienza al primo ostacolo. Campionamento, osservazione e raccolta dati dovrebbero a mio avviso tener conto dello scopo dello studio. Torno alla prima quarta proposta e a quello che è successo a me. Ho provato a pensare se mi ricordavo che cosa mi era venuto in mente quando l’ho letta la prima volta ma è passato troppo tempo, questa è un’informazione persa e non recuperabile mentre sarebbe possibile tenerne conto se io non avessi letto il libro. Ora che l’ho ascoltata e riletta mi sono tornate in mente delle cose ma sono sicura che se rileggessi il libro e poi rileggessi la quarta farei delle osservazioni differenti. Quindi viene fuori, secondo me, che non solo bisogna pensare a che dati si vogliono raccogliere ma anche quando si devono raccogliere (prima di leggere il libro, subito dopo, dopo anni). E poi questi tipi di dati vanno mescolati o tenuti divisi?

    una biologa del tutto priva del dono della sintesi

  19. io dopo questo commento qua sopra ci ho un po’ paura, tornar su questo sito

  20. Il commento di Michela a me è piaciuto tantissimo. Leggendolo mi è venuto per la testa che mettere nome e cognome potrebbe essere una bella idea che “contrasta” un po’ sia con quella della rivista cartacea “L’accalappiacani” sia con quella di “sito internet”. E siccome ho messo il cognome, mi fermo qua.

  21. @stark mi spiace, non era mia intenzione spaventarti. Quando passo la giornata a correggere sequenze vedo per tutto il tempo solo A C G T N e arrivo alla sera che ho l’irresistibile voglia di usare anche il resto dell’alfabeto. Ieri mi è un po’ scappata la mano.

    @stefano grazie

  22. N? Vuoi dire U?

  23. Se N è uguale a U, il post di Michela diventa così:

    “stark mi spiace, uou era mia iuteuzioue spaveutarti. Quaudo passo la gioruata a correggere sequeuze vedo per tutto il tempo solo A C G T U e arrivo alla sera che ho l’irresistibile voglia di usare auche il resto dell’alfabeto. Ieri mi è uu po’ scappata la mauo.

    @stefauo grazie”

    ;-)

  24. -Quarte di copertina: caratterizzazione strutturale di campioni random-

    Abstract: Lo studio della struttura delle quarte di copertina mediante censimenti visivi sta assumendo un ruolo importante come strumento per la valutazione degli effetti delle quarte di copertina sui lettori e delle relative misure di regolamentazione delle case editrici. Nell’ambito del progetto Quadico-Quanego (QUArte DI COpertina- QUAntificazione nei NEGOzi di libri) è stata effettuata la caratterizzazione di quarte di copertina in romanzi acquistabili in librerie nazionali scelte a random sul territorio nazionale. La randomizzazione è stata prodotta collegando un GPS con un generatore di numeri random, compresi nell’intervallo dei meridiani e paralleli nazionali. L’indagine è stata svolta mediante un operatore bendato, lungo transetti orizzontali all’interno delle librerie scelte su scaffali ad altezze comprese tra 1-2 m e su tre diversi substrati: legno, alluminio, plastica. Le quarte di copertina sono state campionate ad intervalli regolari (20 cm) per ogni transetto. I dati raccolti forniscono i primi risultati sulla struttura delle quarte di copertina sul territorio nazionale. In totale sono state censite 620 quarte di copertina in quattro librerie. Quattro tipologie principali di quarta di copertina, sovente utilizzate in combinazione, sono state identificate: (a) Descrizione sommaria del testo (54%) (b) Elogi sperticati del testo (38%) (c) pezzi estratti dal testo (31%) (d) curriculum dell’autore (23%). La combinazione più frequente è risultata a+d (20%). In rari casi (5%) la quarta di copertina è risultata priva di testo. In un caso (0,16%) la quarta di copertina riporta una singola parola: “maionese”.

  25. Questi del progetto quadigo-quanego però sono complicati. Sono andata a cercare la parola transetto, se ho capito è un quadrato, credo come si vede nei documentari degli archeologi quando scavano e per catalogare o divire meglio, fanno sull’area di ricerca, dei quadrati con dei fili appesi su dei legnetti. Sperando di aver capito, l’intervallo di venti centimetri, mi pare troppo poco, oltre che poi un intervallo così netto, senza far andare alla cieca il bendato, non mi pare sia troppo preciso come random. E poi questi del quadigo-quanego, com’è che valutano solo lo 0,16%? Che intenzioni hanno davvero? Ci saranno molte altre quarte ad avere una singola parola, e se danno così tanta rilevanza a una singola parola, perché non ne danno a quelle con due parole? Impossibile che nel campione non ci siano altre minoranze, secondo me. Non quadra qualcosa.

  26. @ Paolo N = ma tu che nucletide sei? Non riesco a leggerti. In realtà si possono usare anche altre lettere W (dubbio tra A e T), R (G o A), S (G o C), M (A o C), Y (T o C) e K (G o A) ma io non le uso perché tanto il concetto è lo stesso: se vuoi sapere chi sono devi rifare. E poi c’è anche un’altra cosa se stampi a colpo d’occhio è più facile vedere le spigolosità delle N che rendersi conto di tutte le lettere diverse da A C G o T. E’ un po’ come quando da bambina cercavo i quadrifogli se mi mettevo a contare mi annoiavo se cercavo dei quadrati tra dei triangoli mi divertivo. (le mie sequenze hanno DNA come temprato, mai incontrato una U ma penso che anche l’uracile sia una bella base)

    L’abstract è stupendo, ben strutturato, c’è un po’ di tutto dai metodi ai risultati. Complimenti bel lavoro.

    @ Giancarlo Tramutoli ;-) La U (nell’RNA) sostituisce la T (del DNA). Detto questo mi aggiudico da sola il mattone della pedanteria e mentre finisco di mangiare provo a pensare perché se leggo un suo post vedo una castagna su un computer.

  27. U RNA U RNA UUUU
    U RNA U RNA UUUU

    (scusate)

  28. Comunque, se posso portare un esempio atipico, mi vien in mente il volume satirico Benvenuti in Italia del noto comico Daniele Luttazzi che in quarta di copertina introduce un elemento in aperta contrapposizione al cliché della lode sperticata all’autore, ovvero il virgolettato denigratorio da parte di individui discutibili. Nella fattispecie sta scritto:

    “Luttazzi è un cretino”
    Marcello Dell’Utri

    L’effetto positivo è infinitamente superiore.

  29. E come la mettiamo con l’ABCdiario che riporta: “Fa cagare!” Umberto Eco. Il discorso sopra bisogna vedere se vale o meno.

  30. @Michela
    Cavolo. Vedi bene. Le castagne sono tre, selvatiche.
    Ciao.

  31. Io conosco uno che ha avuto da D’Orrico una recensione bellissima: “Il libro vale zero stelline”. Magari lo convinco a metterla sulla quarta del prossimo libro.

  32. Anch’io… me la ricordo. Una cosa amara, ma con dentro una ciliegina buona…per me. Invece io potrei mettere in 4a di essere stato rifiutato dalla collana di Fernandel: LdM: Libri di Merda.
    ;-)

  33. La cosa più sfiziosa letta in una 4a, era su un libro di Vinicio Capossela. Diceva quanto pesava. Peccato poi, che il libro era un delirio illeggibile e di vanaglorioso autocompiacimento.

  34. io le fascette, che mi danno fastidio, le piego e le uso come segnalibri, dopo

    anche la bandella va bene come segnalibro però non quando superi pagina 50-60 che si slabbra; il dilemma è, in mancanza di segnalibro vero da vero lettore accurato insomma, se rovinare il libro con un’orecchia sullo spigolo oppure slabbrare la bandella, quando c’è la bandella; l’altro dilemma se vale la pena di rovinarlo, voglio dire come manufatto non come Opera, quel libro là; poi c’è degli altri dilemmi che sarebbero risolvibili diventando dei bravi lettori accurati, di quelli che si fanno gli ex libris, li incartano e leggono con scienza e coscienza le quarte di copertina, per esempio

  35. una delle mie quarte preferite fa così:

    La nostra missione è gettare alle ortiche quelle attività senza scopo e riaddossarci il carico primordiale dell’estasi inesauribile. Oppure, a parte questo, tirar fuori una buona pizza croccante e un bicchiere di birra.

    da: Le anatre selvatiche volano al contrario.
    Tom Robbins

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