Luoghi Comuni
Pubblicato da Gessica venerdì 13 giugno 2008
Lezione 1: Pregiudizi pronti per l’uso.
gli indiani si lavano poco
gli africani dormono in gruppo
i cinesi mangiano i cani
gli italiani sono mafiosi
i giapponesi si somigliano tutti
i moldavi tradiscono le mogli
i napoletani sono sempre allegri
i reggiani sono precisi
gli albanesi rubano nelle case
i francesi sono snob
i genovesi sono tirchi
i torinesi sono chiusi
i rumeni violentano le donne
i musulmani sono terroristi
i tedeschi sono freddi
i marocchini spacciano
(dalla mostra fotografica “Luoghi comuni”, stazione ferroviaria di Reggio Emilia, dal 6 giugno al 15 luglio 2008 – testo di Irene Russo, foto di Monica Carrozzi)




LUOGHI MENO COMUNI
i pakistani giocano a cricket
i cingalesi han sempre freddo
i canadesi non contano un cazzo
i brasiliani trombano a manetta
i cinesi non muoiono mai
e per andar bene di corpo
bisogna bere moltissimo
I torinesi falsi e cortesi.
I reggiani sono teste quadre e non sanno guidare
Gli spagnoli fanno sempre baracca
Gli americani confondono l’Austria con l’Australia
…
I negri puzzano
C’era un signore, amante appassionato
d’epigrammi, a cui tutto era argomento
di censura: il tè troppo zuccherato,
della dame il banale atteggiamento,
il romanzo alla moda, le sorelle
nominate alla corte damigelle
dei giornali le chiacchiere, la sorte
d’una guerra, la neve, la consorte
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ieri sono andata a sentire Moni Ovadia, il tema era il mare dell’esilio. E’ stato un incontro molto interessante. Partendo da quello che è stato un errore di traduzione, Mar dei Giunchi è diventato Mar Rosso, ha riassunto buona parte della storia del popolo ebraico, da un Mosé balbuziente che girava con il fratello Aronne dotato di buona parlantina ai giorni nostri. In quell’ora sono arrivati anche Salomone, Davide, Socrate, Heine, Ulisse, Dante e interi popoli, e lingue differenti (per fortuna arrivava anche la traduzione) e poesie, e salmi. E’ stata una festa delle diversità, della bellezza della diversità, della gioia del mescolarsi, del mantenere una propria individualità arricchendola con la conoscenza dell’altro. Almeno, io l’ho vista così.
Ha iniziato dicendo che lui e i genovesi hanno qualcosa in comune, qualcosa che spesso viene criticata ma solo dagli invidiosi, ha finito dicendo che ci avrebbe volentieri offerto da bere ma che la cosa avrebbe offeso la sua sensibilità d’ebreo e la nostra di genovesi (eravamo più di cento). A volte anche con i luoghi comuni può scappare un sorriso.
I giapponesi: tutto sumo e niente arrosto.
Gli spagnoli: tutti nacchere e distintivo.
Gli indiani: karma e sangue freddo.
tratto da
http://www.fozzdances.com/blog/post/20080706_7391.html
Tutti verissimi, maledizione.