Massimo e Fedor - Vladimir Šinkarev

Pubblicato da Paolo Nori venerdì 18 aprile 2008

PENSIERI
(aforismi, massime, fedore)

Un certo Massimo contraddiceva la grandezza della filosofia marxista, però quando l’han chiamato dove bisogna ha contraddetto il suo contraddire, convincendosi nello stesso tempo della giustezza della legge della contraddizione della contraddizione.

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Massimo disprezzava l’ignoranza e le scarse qualità intellettuali del suo amico Fedor, e gli piaceva sottolineare che loro due erano l’uno l’opposto dell’altro. A volte su questo argomento nascevano tra loro dei litigi e anche delle risse. Una volta, dopo che aveva picchiato forte Fedor, Massimo notò con piacere che si era impadronito della legge dell’unità e della lotta degli opposti.

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Petr, un conoscente di Massimo (in seguito si parlerà dettagliatamente di lui) provava sin dall’infanzia un’irresistibile tendenza al suicidio. Passando su un ponte, spesso non riusciva a resistere alla tentazione di chiudere i conti con la vita, e si buttava di sotto. L’altra parte della strada Petr, ricredutosi, la faceva a nuoto. Lo stato d’animo che assaliva il giovane impressionabile lo aiutò ad acquisire una gran tempra, e delle doti da atleta professionista.
Massimo, commentando questo fatto, si riferì con gratitudine alla legge del passaggio dalla quantità alla qualità, che non è il caso di disprezzare.

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In breve Massimo, si impadronì con tale forza della filosofia marxista, che poteva senza fatica scoprire nuove inconfutabili leggi dello sviluppo della società umana.
Così, guardando il suo amico Fedor, tra una cosa e l’altra mentre finiva di bere la seconda bottiglia di portveyn, Massimo diceva spesso «C’è solitudine e solitudine».

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Massimo aveva tante idee forti che è persino difficile metterle in evidenza come si deve. Così, per esempio, lo visitava spesso l’inusuale pensiero «Come guadagnare il quadruplo?»

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È successo che anche Fedor ha potuto insegnare qualcosa a Massimo. Che una volta Massimo ha dato a Fedor un libro da leggere, (di quelli che è meglio non parlarne con gli sconosciuti). Fedor, è andato a leggere sui viali, però si è messo a fantasticare, ha bevuto delle birre, non si ricordava dove aveva messo il libro.
- E dov’è il libro? gli ha chiesto Massimo di sera.
- L’ho perso, ha risposto Fedor.
Massimo, ha coperto Fedor di insulti, tuttavia quest’ultimo, senza scomporsi, ha chiesto - Ah, perché, era un bel libro? Massimo, in risposta, ha fatto solo stridere i denti. Allora Fedor ha declamato dei versi di Nekrasov.

Seminate, giudizioso, eterno e felice!
Seminate! Grazie, dal cuore vi dice
Il popolo russo!

Massimo, non sapeva come ribattere, ha fatto solo stridere i denti.

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Sull’altare del pensiero Massimo metteva di tutto, anche articoli di prima necessità.
Una volta ha detto:
- Quando penso che la birra è fatta di atomi, mi passa la voglia di bere.

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Al conoscente di Massimo Petr piaceva ragionare nel senso che all’uomo tutto è possibile e cose del genere.
Massimo, ascoltava questi ragionamenti con aria cupa, ha detto, come il favolista Esopo:
- Allora bevi da un colino! Ed è uscito, sbattendo la porta.

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Notando che Massimo beveva senza mangiare, Fedor si informava se era per via del fatto che Massimo si era ricordato della struttura atomica e molecolare del cibo.
Massimo ha scosso con dignità il capo e ha detto:
- Chi non lavora, non mangia!

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Ecco che replica si attribuisce a Massimo, benché la cosa non sia attendibile.
Fedor, si era svegliato dopo una sbronza, aveva cominciato una storia infinita sui compagni di bevute che sono spariti, o sul tempo che lui andava a scuola, o su qualche villaggio. Fedor raccontava in modo sconnesso, si interrompeva a lungo, a volte anche cinque minuti limitandosi a esclamazioni o gesti.
Petr non era uscito subito, ma soffriva, si annoiava, bighellonava per la stanza interrompendo Fedor con le sue romantiche storielle escapistiche.
Massimo, notando l’ostilità di Petr ai racconti di Fedor, ha detto:
- Anche le opere letterarie, non bisogna giudicarle per le parole che contengono.



Un commento to “Massimo e Fedor - Vladimir Šinkarev”

  1. Questa cosa che la birra è fatta di atomi mi ha fatto pensare. Mi son detto, da oggi bevo soltanto vino.

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