Braccio di ferro e il gatto di Schrödinger
Pubblicato da Alessandro Bonino martedì 1 dicembre 2009

La prima strip in cui appare Braccio di Ferro è una conferma dello statuto di Popeye (il nome americano significa occhio a palla, occhio sporgente) come entità liminare fra essere e non essere, fra nulla e qualcosa, fra quel che si è e quel che sembra, fra necessità e possibilità.
Castor Oil cerca uomini per l’equipaggio sul molo e vede un tipo: è la prima apparizione di Popeye.
«Ehi, voi, siete un marinaio?»
«Perché, vi sembro un cowboy?»
Dalla recensione dell’Accalappiacani numero 4 di Michele Ruele.


Alessandro e Michele, non condivido. Popeye sarebbe comunque uscito dalla scatola di Schrödinger “alive and kicking”, con tutta la sua prorompente e solare marinarietà. Non mi sembra un’entità poco definita, in bilico tra due estremi opposti, tra l’essere e il non-essere. Parafrasando qualcuno, Popeye mi sembra che possa rappresentare l’esserci. Poi magari mi sbaglio, eh!
io schrodinger me lo ricordo. faceva il terzino nel milan, ma un sacco di anni fa, quando giocava rivera.
Sì, ricordo anch’io: Cudicini, Anquilletti, Schrödinger, Maldera, Rosato, Malatrasi, Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera, Prati. Segnò anche il gol del pareggio tedesco alla fine dei tempi regolamentari di Italia-Germania ai mondiali del Messico 1970. Non sapevo però che avesse un gatto così famoso.
Scusate, io non sono un grande esperto di calcio, ma io pensavo ci si riferisse a (cito da Wikipedia):
“Zona Schrödinger è un’espressione con cui si indica la fase finale di una partita di calcio e, più in generale, di un qualsiasi evento sportivo. Per metonimia tale espressione è passata anche a indicare un evento del viver comune che si concretizzi in extremis (esempio: «Sono riuscito a ottenere la firma di quel contratto proprio in zona Schrödinger»).
Essa prende il nome da Renato Schrödinger, calciatore oriundo argentino nato a Senigallia (Ancona) l’11 aprile del 1906, attivo negli anni trenta come mezzala della Juventus che aveva avuto la ventura di realizzare diversi goal – sebbene non tutti decisivi ai fini del risultato finale – nei minuti finali di partita, contro avversari anche di rango come Napoli, Torino, Pro Vercelli, Lazio e Brescia. Uno in particolare, però, sarebbe quello che avrebbe permesso al suo nome di diventare un modo di dire, ed è quello segnato al 90′ contro l’Ungheria allo stadio “Filadelfia” di Torino, il 13 dicembre 1931. Il goal risolse una partita particolarmente tesa ed agonisticamente accesa, in cui gli Azzurri erano andati due volte in vantaggio e altrettante volte erano stati raggiunti sul pareggio dai Magiari, fino alla vittoria per 3-2 proprio con il goal di Schrödinger. La settimana successiva, durante un incontro di campionato, il giornalista sportivo Eugenio Danese, commentando un goal segnato all’89′, parlò di “caso Schrödinger” riferendosi appunto ai minuti finali della partita. La parola “zona” fu presa probabilmente in prestito dal gioco del bridge, in cui essa sta appunto ad indicare la fase finale e determinante della partita.
Sebbene al giorno d’oggi, per via dell’evoluzione del gioco in senso più aggressivo e agonistico, le marcature nei minuti finali di gara non siano più una novità, l’espressione “zona Schrödinger” è rimasta viva, nonostante vi siano calciatori che nei minuti finali di gara abbiano realizzato più goal dell’oriundo argentino.”
Vicino a casa mia fanno uno spumante che vi consiglio per natale, si chiama schroedinger-sforza
http://www.cesarinisforza.com/ita/index.php
(non capisco perché il loro sito web ha un indirizzo così strano, forse l’ha fatto uno non del posto)
sull’esserci el non esserci viene in mente il sorriso senza gatto di lewis carroll.
Soprattutto sul non esserci viene in mente l’assenzialismo di Pignagnoli, che infatti, a ben vedere, in questo numero dell’accalappiacani non c’è.
a proposito di Pignagnoli, c’è un quesito sul quale mi arrovello da tempo: si dice Pignagnòli o Pignàgnoli?
Bolero, questo significa che non hai mai ascoltato il cd allegato all’Accalappiacani n.2, dove si sente chiaramente pronunciare il nome di Pignagnoli.
(si dice Pìgnagnoli)
Ammetto di non avere mai sentito il cd allegato all’Accalappiacani n.2. Però ho sentito Paolo Nori dire Pignagnòli. Ma mi è venuto il dubbio che quella fosse la pronuncia russa.
A orecchio, quindi potrei sbagliarmi (non so niente di russo), credo che in russo lo accenterebbero sulla gn. I francesi invece, e di questo sono abbastanza sicuro, direbbero Pignagnolì.
sulla prima o sulla seconda “gn” ?
Credo tutte e due, ma, come dicevo, non son mica un esperto. Ci vorrebbe un russista.
Scusate, eh, ma dipende da dove sei. Sono stato in Francia questa settimana, e vi assicuro che lì dicono tutti Pignagnolì. In Sardegna invece si dice ‘Pignagnoli, con l’accento sulla P.
In Arabo invece , si dice :
ليكون
oddio, io dei russisti ne ho conosciuti diversi. ma l’unica cosa che dicevano era “ronf ronf”.
Popeye (il nome americano significa occhio a palla, occhio sporgente)
In realtà significa “guercio” (pop eye = occhio scoppiato).
Ipofrigio
grazie Ipofrigio, obligado