Per il numero 6

Pubblicato da Paolo Nori martedì 28 luglio 2009

EMILIA OVEST

Tra Noceto e Medesano c’è un tale, un imprenditore edile, che dice spesso gestire, Io gestisco questo immobile, dice, Questa situazione è da gestire, Gestisco un’azienda.
Ma lei cosa gestisce, mi ha chiesto a un bel momento all’altezza del Ponte sul Taro.

Un tale a Piacenza, si chiama Castagnetti Giovanni, fa l’Assessore al Futuro, scrivono i giornali.

Alla stazione Agip di Via Emilia Ospizio civico 49, il benzinaio parla sempre del tempo che fa.
E’ arrivata la pioggia, ce n’era bisogno. Fa ancora freddo, Che scuro che c’è.
Sei lì che paghi, non sai mai cosa dire.

L’altra sera a Reggio vicino a Porta S. Pietro una coppia camminava a braccetto. Poi hanno preso a sinistra.
Andavano via dondolando, visti da dietro.

[Di Silvia Marmiroli, dai testi per l'accalappiacani numero 6]



34 commenti to “Per il numero 6”

  1. Come al solito, da Silvia, pezzi molto brevi e molto belli

  2. Ma che bello questo pezzettino. Ma ci sono ancora le statue sul ponte del Taro? Che poi magari mi confondo con quello sull’Enza… La mamma di una mia amica diceva sempre “dialogare”, che aveva cambiato il divano per Dialogare e messo una consolle dietro il divano che così diventava un posto per Dialogare ecc. A dire la verità forse lo diceva solo a me perchè chiaccheravo troppo. Anche adesso, chiacchero troppo, volevo dire, anche col benzinaio, che cerco di andare sempre dallo stesso perché é gentile. Comunque questo scritto mi è piaciuto tantissimo e adesso io leggo tutto quello che c’è qui, anche. E non lo so se vale scrivere qui e anche là da Alessandro, se si può, volevo dire. Ma mi permetto perchè ho visto scritto gianfranco, che magari è sempre lui anche lui, di qua e di là. Forse.

  3. le statue, sul ponte del taro, ci sono ancora. che i ponti a piacenza dan giù, quelli di parma invece stanno lì che non si muovono

  4. @ B
    Eh sì, son sempre io. Che cosa ci vuoi fare.

  5. Gea, il ponte sul Po è crollato dalla parte dei lodigiani. Piano con le offese a Piacenza, ragassa. E a traversare i fiumiciattoli son buoni tutti.

  6. a me no. non piace proprio per niente. inutilità da tastiera. ma cercate un po’ di uscire dal clichè di scrivere scimmiottando nori o cornia o qualcun’altro (diciamo celati? diciamo uscire una volta per tutte dal semplice? che ormai ha già dato a sufficienza? vabè, un’altra volta), cristodundio.
    anche perchè pubblicano già loro così, quindi ci vuole altro. “altro” non significa chissà che cosa, ma almeno smettere di giocare ai pappagalli. leggere scritture che copiano altre scritture dopo un po’ annoia. e si passa a fare qualcos’altro, ecco per qualcuno forse si tratta in fondo solo di accelerare un po’ i tempi e arrivare a quel punto.

  7. qualcun altro con l’apostrofo???

  8. E non si scrive C’èlati?

  9. Scusa Max, ma a me il tuo commento è sembrato noioso e forse la tua tastiera è anche difettosa, però faccio fatica a passare a qualcos’altro da fare adesso perchè mi tocca stare qui dove sono e così cerco di passarmi il tempo. Stando qui quindi ti ho letto volentieri e anche riletto perchè temevo di non aver compreso. Soprattutto non ho capito cosa intendi per “uscire dal semplice”, perchè a me sembra proprio il contrario: che cioè il “semplice” sia proprio un bel traguardo invece, difficilissimo da raggiungere. Mi faresti un esempio di “scrittura complessa”, come la intendi tu? Che poi non lo so se si possono fare esempi qui nei commenti… Poi però se non mi piace, io lo scrivo, senza parlare al plurale. Io scriverò: Max, tu non sei bravo, tu sei solo un copione di Joyce magari, non so… Oppure scriverò solo Max, non mi piace il tuo stile, oppure non scrivo niente, perchè mica è detto che ciò che non piace a me non sia bello. Ho scritto questo commento perchè io, nel tuo plurale, ci avrei interpretato un Deficienti generale, anche a noi lettori che invece magari siamo tanto contenti di queste cose, ecco.

  10. Preso da irrefrenabile vis enigmistica, propongo alcune crittografie sugli scrittori citati.

    (x’x xx xx = xxxxxx)
    T
    (soluzione: c’è la ti = Celati)

    (xx xx = xxxx)
    RA RE RO RU
    (soluzione: no RI = Nori)

    (xxxxx x’ = xxxxx)
    IL CERVO
    (soluzione: corni à = Cornia)

    (xxxx? xx = xxxxxx)
    PRIMO RAGGIO DA EST
    (soluzione: alba? Ni = Albani)

    (xx xxxxx = xxxxxxx)
    BRIOCHE A MILANO
    (soluzione: la pucci = Lapucci)

    (xx x’x’ xxxxxx = xxxxxxxxxx)
    ca ce ci Co cu
    (soluzione: Co l’à grande = Colagrande)

    PerdonO.

  11. @popinga: me m’hai fatto ridere! alba? Ni è bellissima! :D

  12. (xxxx? xx = xxxxxx)
    I CULTURISTI
    (soluzione: Boni? No = Bonino)

    Non voglio dimenticare nessuno, ma per Campagnolo (qualcosa con Pagnol?) e Mammi ci devo pensare.
    Perdono ancora.

    (xx xxxxx)
    CHE COLORI L’ERIDANO
    (Po pinga = Popinga)

  13. Bravissimo Popinga. Mai capite le crittografie, ho deciso di provarci lo stesso:

    (XX XXXX)
    PARTORITI BE
    (soluzione: Be nati = Benati)

  14. E per Mammi, che ne dite di
    GENITRICE MASCHILE PLURALE?

  15. Mirella, nella crittografia, se non ho capito male, la soluzione nasce da almeno due parole. Se no è un indovinello. Bisognerebbe chiedere al Bartezzaghi, boh! Comunque Mammi è insormontabile, per ora.

  16. potrebbe funzionare?

    (X X’ XX X)

    K L Mmm + I
    (soluzione: M à mm + i = Mammi)

    Non so, non ho mai fatto queste acrobazie…

  17. Passante, sfrutto la tua intuizione matematica:

    (X X XX: X)
    M ^ mm è immaginario.
    (soluzione: M a mm: i = Mammi).

    E Campagnolo?

  18. Caro Popinga, io di matematica non capisco niente, ma mi fido.

    Per Campagnolo, si potrebbe forse partire da CHAMPAGNE? o finire con SPAGNOLO?

    Io ci metto le intuizioni, tu le soluzioni :)

  19. Grazie Passante, ma ho una proposta alternativa (e poi la pianto con ‘ste cose se no gli interessati mi dicono le cazzate vai a scriverle sul tuo blog):

    (XXXXX X XXXX)
    Sopra la panca G affitto
    (soluzione: Campa G nolo = Campagnolo)

  20. No Popinga, non scriverle da te, che lì ci sono delle cose che non sono per niente cazzate. Potrebbe essere
    XXX XXX XXXX = XXXXXXXXXX(
    Progenitore di foglio a prestito
    (soluzione: Cam pag. nolo)
    Non è che dopo uno si scervella a pensare = Cellulosa, oppure Albero, oppure Boomerand dell’Amazzonia?
    Queste sì che son ca…..ate (che poi io sono una signora e rifuggo le parolacce come il lardo di Colonnata).

  21. per B.
    chiedi un esempio di scrittura complessa, ti posso rispondere con i canti del caos di Moresco, ad esempio…c’è scrittura, c’è un ripensamento della letteratura senza fare i Dante ma anche senza scimmiottare la nonna analfabeta di ritorno o le cose che faceva Celati qualche decennio fa…il semplice è passato, finito, andato, ultimi mesi del 2009 e siete a inseguire un progetto morto letterariamente da almeno da 10 anni e culturalmente da almeno 20.
    l’anacronismo non si dimostrerebbe (tra le altre) se non fosse vero che gran parte di vossignori va in brodo di giuggiole per delle battute/striscie/vignette su uno scrittore (Moravia) morto quasi venti anni fa.

    date un’occhiata a “il primo amore”, non accalappieranno i cani, vero, ma almeno non inseguono ingenuamente o ipocritamente idee morte e sepolte (peggio, dissepolte)
    http://www.ilprimoamore.com/

  22. Ciao Max, siamo concidenti! Lo sai che il brodo di giuggiole è venuto in mente anche a me, proprio qui su questo blog così “morto”… Io non ho pretese di Estetica, Poetica e Retorica, Nuova critica del Terzo Millennio, non sono “adepta” di alcunché. Certe cose le trovo divertenti, altre profonde, malinconiche e tristissime (e perciò mi piacciono tanto), altre invece le trovo noiose e non mi chiedo da che Corrente Critico/Letteraria esse provengano. La letteratura ognuno di noi la ripensa come meglio crede: secondo la propria indole, il proprio vissuto e soprattutto il proprio non ancora vissuto, la propria quota di beata ignoranza. Lo vedi che a tentare di risponderti “seriamente”, perchè a me piace prendere in giro solo me stessa (sarei una brava bambina, insomma), sforzandomi per altro di utilizzare un linguaggio che sfidi l’analfabetismo, io ecco che… allora cado miseramente sulla buccia di banana del ridicolo?! Allora ridi: la buccia di banana è un classico! Sei troppo arrabbiato, secondo me. E poi questo Vos majestatis che usi io non lo capisco. Sai cosa penso? Penso che tu ami scrivere, come forse ognuno di noi, ma hai paura di esporti, come forse tutti noi. Sei uno scrittore tu, Max? Beh, se lo sei allora scrivi. Non lo se tu possa scrivere qui, il blog non è mio, ma i commenti sono “aperti” anche a me (che è tutt’un dire..). Scrivi qui qualcosa di tuo, dammi la possibilità di leggerti e di giudicarti, per quello che è la tua “cifra stilistica” del post-semplice. Poi ti dirò, anche se non sarai originale, magari a me piacerai lo stesso. Scusa Max, ma chi ti ha messo in testa di essere originale? Perchè a sentirsi originali si rischia sempre di essere anacronistici. Il primo amore però è sempre bello e…. sta ‘tenti adesa eh… E le idee non muoiono mai!! Ode alla banalità? Faccio Zombie di secondo nome? Ma vieni!!!!! Adesso ti avrei un tantino incastrato, perchè o ti zittisci (lasciando adito a sospetti di vigliaccheria), oppure ti cimenti, ma qualsiasi cosa scriverai, potrà essere usata contro di te. Max, siamo tutti cani accalappiati, secondo me. In bocca al cane/lupo!

  23. Ma poi Max, se qualcuno vuole inseguire idee che secondo te sono morte e sepolte, perché t’incazzi? Io mica me la prendo con Melissa P., Alberoni o Moccia; non mi piacciono – non li leggo.

    Poi quell’ “ingenuamente” e quell’ “ipocritamente”… Non riesci a immaginare che uno possa aver fatto una scelta precisa, onesta e cosciente?

    Saluti.

  24. Ai Canti del Caos
    di Antonio Moresco
    sempre preferisco
    un poema cavalleresco.

  25. Sì che le dame, i cavallier, l’armi, gli amori
    si faccian verbo a me
    che di gel son cinta.

    Già imbariega a la mateina = titolo

  26. Moresco? Amor, esco.

  27. In tutto e per tutto con Max. Ahah, tutto una sganasciarsi, un riderellare, un darsi di gomito. Siete – sì, siete – una penosa accolita di cazzari col gusto del revival e dell’epigonismo.
    Bah.

  28. Poi favolosa la revival di Ariosto via Bernhard, carne da liceo. Una cosa da non credere. Meglio Urania. Almeno lì non ci sono le coppie in via emilia san pietro che si abbracciano. Ma perdio.
    Le scuole di scrittura, ohddio, ma che chiudessero.
    Per prendermi una libertà a voi gradita: vi venga un canchero, inutili idioti.

  29. io credo che bisogna pensarci prima di insultare le persone. “inutili”, ad esempio. perchè inutili? ti è pur servito ad ammazzare un po’ di tempo, questo sito. quindi non è inutile. inutile lo vai a dire a tuo cugino.

  30. Orchestrina! Orchestrina! Firulì firulà. Allora anche voi vi incazzate ogni tanto…

  31. in certi film americani dentro i manicomi c’è gente che fanno disegnare e poi ogni tanto mettono le sedie in cerchio e ognuno spiega quello che ha disegnato e ogni tanto qualcuno fa dei complimenti. ecco qui dentro sembra un po’ così, a parte il fatto che non siamo in america, a parte il fatto che non sono i protagonisti di un film, a parte il fatto che fortunatamente i manicomi non ci sono più ma non a parte il fatto che sfortunatamente solo perchè sanno leggere e scrivere pensano di avere già guadagnato rispetto letterario, come la zia o la nonna di cornia. o come se forse a squola non ci siano mai andati e magari il de vulgari eloquentia sia per loro una raccolta di stornelli del Belli. chissà…d’altro canto aspirano a braccio di ferro, mica -ad esempio- a contaminarsi con le scritture dei migranti, che pure sono in fondo nella scala sociale e dovrebbero destare interesse anche e più di un idraulico, un elettricista o una nonna fulminata…d’altro canto il linguaggio e la letteratura e la scrittura sono nati principalmente per uno scopo, e cioè dimostrare che la più grande manifestazione di lettere del nostro paese è la settimana enigmistica. che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

    ecco, uno scrive uno sproloquio(?) con un po’ di cagatine condite in maniera un po’ sghemba e un po’ grezza, con la sgrammatica di un analfabeta di ritorno e poi magari si ritrova pubblicato, per transeuropa, per einaudi, per feltrinelli, per deriveapprodi e allora è nato uno scrittore

    tu cosa fai? io faccio lo scrittore. ah che bello
    e cosa scrivi? delle robe…ah, bravo

    allora scrivo anch’io delle robe e lo faccio anch’io, ma sì che bello. ho sempre voluto fare lo scrittore. poi non si fa fatica
    o comunque sì, ma meno che da altri posti

    è bello da dire quando te lo chiedono

    che fai lo scrittore

    eh sì

    proprio

    —-

    vediamo: arriverà un commento di pallida difesa con argomentazione pseudoretorica, una ribattuta in rima e qualcun altro che dirà di non capire e non sapendo rispondere dirà qualcos’altro ancora.
    ma se no altro non sono da solo a porre qualche criticità…ed è già qualcosa

    …fra tre giorni i commenti su questo sito diventeranno tutti moderati?…

  32. Bologna è un importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del nord Italia, rilevante polo fieristico e area in cui risiedono importanti industrie meccaniche, elettroniche e alimentari. È sede d’importanti istituzioni culturali, economiche e politiche. Hai perfettamente ragione Max, anche se le tue critiche sono incomprensili. In fondo, come dice il poeta, “cantava con la voce di migrante, ignaro dei lai d’un dotto ignorante”.

  33. ottimo.
    hai sviluppato una delle tracce proposte con solide proprietà di linguaggio e adeguato acume analitico. meritevole l’uso del virgolettato nonchè quello del corsivo.

    per B:
    quando parlavo del semplice, non intendevo il concetto di “semplice”, ma “Il Semplice”: la rivista -almanacco delle prose- che è di fatto la madre di tutti questi giochini. certo quando c’era “il semplice” internet, mail e blog non erano ancora diffusi e se non altro ci potevamo risparmiare tante menate. tutto questo succedeva tra il ’95 e il ’97 dello scorso secolo. quasi 15 anni fa: Moravia era morto da pochi anni. uno passano gli anni e poi magari non si accorge che quelli lì, gli anni, son poi passati. tornano mica indietro. ah, niente.

  34. Max, io avevo pensato di risponderti ieri con decisa cattiveria, ma poi non ne sono sicura e non so se lo farò. Oggi sul Semplice ti dico che credo di aver capito cosa intendi, bastava scriverlo senza scagliare dardi infuocati contro tutti (nei tutti ci sono anch’io). Ma perchè ti piace così tanto litigare, eh? Che gli anni belli passano così in fretta e uno magari non se ne accorge che son passati. Vuoi un passato di anni lividi? Beh, io no.

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