Il verbale nº 31
Il verbale numero 31 dell’Oulipo non è mai stato redatto. Avrebbe dovuto presentare il resoconto della riunione del 22 marzo 1963, tenuta a casa di Aline Gagnaire, e registrata su bobina. La registrazione si è rilevata di difficile comprensione, poichè tutta la discussione è coperta dal brusio tipico delle riunioni con più di tre persone che non s’impongano alcuna disciplina negli interventi, per non parlare del rumore di forchette – trattandosi di una riunione-pasto. La sbobinatura della registrazione è comunque stata fatta, da Eva Genestoux, ed è poi andata perduta, e ritrovata nel 2004 negli archivi di Noel Artaud. Questa è la traduzione di parte della sbobinatura, pubblicata col titolo “La circulaire nº 31” nel numero 145 della Bibliothèque Oulipienne (2006). Il testo integrale è lungo 45 pagine- qui riporto le prime quattro. Solo per alcuni interventi sono stati individuati gli autori indicati tra parentesi all’inizio dell’intervento.
Il verbale nº 31
- …ma c’è del gas, almeno…
- Ah, sì ! a partire da mezzogiorno
- Ah ! la politica…
- E’ una sveglia o il telefono?
- E’ il telefono…
- Bens, c’è del vino bianco ?
- Ah! Senti, ho già aperto quattro bottiglie…
- Va bene, allora…
- Cosa sono queste quattro bottiglie?
- I miei complimenti…
- Oh oh oh, bravo
- E’ per noi, il Bordeaux…
- Serve del pane…
- Va bene?
- Eccome!
(Paul Braffort) - Benissimo…Allora, la seduta è aperta!! Presento le mie scuse per le mie assenze prolungate e, allo stesso tempo, anche il nostro invitato d’onore, il signor Emmanuel Clancier, qui presente. Degli applausi!
- Bravo!!
- I bicchieri per il vino bianco…
- D’altronde, è già venuto altre volte…
(Paul Braffort)- All’ordine del giorno, Le Lionnais, che parlerà…
- dei bicchieri per il vino bianco….
(Paul Braffort)- Nessuno mi ascolta, è sempre anarchia…non fa niente…Secondo punto all’ordine del giorno: Duchateau parlerà di una legge, che ha intitolato (a torto, secondo me), che ha intitolato: Legge di Zipf-Mandelbrot…
(Jacques Duchateau)- No, io non ho proprio intitolato un bel niente…
- Io non vedo perchè il presidente faccia dei commenti !
- E’ una comunicazione!
(Paul Braffort)- Il signor Bens ci parlerà di una nuova forma poetica
(Jacques Bens) – Non la conoscete mica, spero…
(Paul Braffort)- No, io no! Il signor Queneau….
- E’ buono, questo !
(Paul Braffort)- Come?….parlerà di due cose. In primo luogo, una comunicazione di Latis…quindi una comunicazione meta-comunicazione
- Proprio così, bravo!
(Paul Braffort)- E di un certo personaggio che si chiama Starynkevitch…
- E’ una metacomunicazione
(Paul Braffort)- E infine, il signor Artaud
- E’ davvero molto buono…
(Paul Braffort)- Ci parlerà di…di cosa? E’ scritto male. D’anterime arcaiche.
- Ci sa mica leggere…
(Paul Braffort)- E, sesto punto, all’ordine del giorno: diversi! La parola a François Le Lionnais.
(François Le Lionnais)- Signori , signora.
(Paul Braffort)-Prima di tutto bisogna dire: Signor presidente!
- Più forte!
- Signori presidenti!!
(François Le Lionnais)-Signora, signori e cari colleghi! Mi permetterei di riferirvi per i vostri lavori futuri , e poi anche per quelli dei nostri prossimi schiavi, a dei modelli di presentazione dei bordi di sonetti francesi che possiamo usare per la registrazione tramite IBM. Ho preso i primi quattro sonetti di Ronsard; quando dico i primi quattro, intendo dire che sono i primi quattro nel volume uno della Pleiade…
(Jacques Bens)- Ecco qua! Mi ha macchiato il mio unico vestito!
(François Le Lionnais)-Un tovagliolo per Jacques…Sono io che parlo e lui che sbava.
(Jacques Bens)-Grazie…
- prendi il tovagliolo
(François Le Lionnais)-Non si può dire nulla che abbia valore culturale a questo tavolo senza farsi togliere la parola.
- E’ questa, la cultura…
(François Le Lionnais)- Vi passo questi documenti in senso orario. Signor Lescure…non è generalmente approvato dai matematici
- No…
- Eh allora…un piatto enorme…
- Non me n’hai mica dato…son stato soppresso…
- Davvero?
(François Le Lionnais)-Allora, in questo caso, fatelo passare direttamente, così. Sono i modelli di presentazione…
- Ah ! Era ora…
(François Le Lionnais)-..dei sonetti…
- Ah, sì, ecco…dell’Australia…
- Signori, ci sono dei drammi nell’esistenza
- Si sa…
(François Le Lionnais)- Chambers, virgola, d’Australia,
- Virgola.
(François Le Lionnais)-…ma di Grenoble, mi ha fatto avere il suo lavoro.
- Non capisco perché nel bel mezzo di una farse, ci mette due punti!
- !
(Paul Braffort)- La parola a François Le Lionnais e a nessun altro
(François Le Lionnais)…Noterete, signori, che questa presentazione comporta, per ogni sonetto, un titolo quando ce n’è uno, tranne per il numero che si trova nel volume in cui c’è un numero, che è proprio il caso del volume della Pleiade
- Che numero? Non c’è mica nessun numero !
(François Le Lionnais) ..in basso, c’è il numero due, in numeri romani. Allora, tutto quello che si trova sopra il bordo del sonetto, sarà rigato come si deve…
- Quale sarebbe la parte che chiamate il bordo del sonetto?
(François Le Lionnais)- Il bordo del sonetto.
- Sono i bordi, non il centro!
(François Le Lionnais)- Il primo verso, l’ultimo verso, tutte le prime parole di ogni verso e tutte le ultime parole di ogni verso
- non è proprio così, ma non fa niente !
(François Le Lionnais)- E’ Il primo verso, le ultime parole di ogni verso, l’ultimo verso, e le prime parole di ogni verso !
- Ecco!
(François Le Lionnais)- E vorrei fare una considerazione a questo proposito, tra un attimo.
- Sì, sì…
(François Le Lionnais) - Siccome, per ora, non ci interessa l’interno della poesia Francese, allora ce ne restiamo ai bordi.
(…)


La riunione ebbe luogo sabato 28 pédale dell’anno 90 E.P., giorno in cui si celebra la Dedicazione del Tripode. Nella gran confusione, pare che Le Lionnais sia riuscito a dire “Data una poesia, chiameremo Orli di questa poesia il primo verso, l’ultimo verso, la lista ottenuta prendendo la prima parola di ogni verso e la lista ottenuta prendendo l’ultima parola di ogni verso. Il resto, cioè l’interno della poesia, sarà considerato, dal punto di vista che ci interessa, come trascurabile”. Dopo circa un quarto d’ora di interruzioni, dovute anche a un’anteprima dei disegni preparatori dell’opera che Aline Gagnaire avrebbe esposto alla Galerie l’Œil de bœuf nello stesso anno, Le Lionnais sarebbe riuscito a completare il suo ragionamento: “Si può anche adottare il punto di vista opposto, considerando trascurabili gli orli e interessandosi solo dell’interno delle poesie. Ricominciando l’operazione tutte le volte che sia necessario, si perviene alla pelatura sistematica della poesia francese e all’estrazione dei suoi noccioli” .
secondo me, i bordi di qualcosa, è bello. bordo del mare, bordo della strada, bordo del precipizio, bordo della società, ecc. che poi ha doppio significato: bordo della strada, stare dove la strada finisce e inizia, per esempio, lo sterrato che la costeggia. stare a bordo di una nave, esserci sopra. ma magari sbaglio nell’etimologia, non so. però dico: bordi di qualcosa, bello.
stare sul bordo… essere sul filo dell’orizzonte come un equilibrista, da una parte la razionalità il pieno il contenuto, dall’altra la fantasia il non conosciuto lo spazio da riempire a piacere