Pedane

Pubblicato da Alessandro Bonino lunedì 18 maggio 2009

Padroni che somigliano ai loro caniAlla fiera del libro non è raro vedere scrittori che si aggirano tra gli stand, che sfogliano libri, che guardano le copertine, che parlano con altra gente, magari con altri scrittori, con editor, con lettori, mischiati tra la folla come se fossero persone qualunque; a parte quelli che sono stati in televisione, alla fiera del libro è difficilissimo distinguere uno scrittore da una persona normale, perché c’è tanta gente che a guardarla, come si muove, come è vestita, diresti che son degli scrittori, ma magari non lo sono, magari è della gente che è vestita così perché gli piace vestirsi così, o magari è solo qualcuno che vorrebbe esser pubblicato, e si veste e si muove con i tratti caratteristici dello scrittore.

Mi è venuta un’intuizione: nelle prossime edizioni si potrebbe fare un recinto dove dentro si mettono gli scrittori, ognuno con il suo cartellino identificativo di scrittore, cosicché chiunque passi al di fuori del recinto possa dire To’ guarda, quello è uno scrittore, poi leggere il cartellino e capire che scrittore è, se è famoso, se è uno che si è sempre letto senza sapere che faccia abbia, se c’è qualcuno vestito in modo un po’ diverso, qualcuno che bara sul codice non scritto di comportamento per gli scrittori.

Poi m’è venuta un’altra idea che secondo me è persino migliore: si potrebbero mettere delle pedane, e mettere gli scrittori sopra queste pedane, ognuno fermo immobile sulla sua pedana, e davanti a ogni scrittore mettere un leggìo con sopra una pagina della sua scrittura, per poter dar la possibilità al pubblico di capire se lo scrittore assomiglia alla propria scrittura, o se la scrittura assomiglia al suo autore, proprio come si dice che i cani assomiglino ai loro padroni, o viceversa.



15 commenti to “Pedane”

  1. una volta alla fiera del libro ho visto una folla immensa in uno stand, mi sono intrufolato, e c’era una massa di persone che cercavano di farsi fare un autografo da juri chechi. a due metri di distanza, un signore triste presentava il suo libro davanti a tre persone. mi è sembrata un’immagine significativa.

  2. In effetti ci son dei libri che assomigliano tali e quali ai loro scrittori, e invece ci son dei libri che ai loro scrittori non ci assomigliano per niente. Poi un giorno uno m’ha detto che quelli che non ci assomigliano è perché non li han mica scritti loro.

  3. Mi chiedevo: il libro dei fincipit a chi assomiglia di più?

  4. A lui.
    (spero)

  5. Si potrebbero usare i lettori, come leggii, noi a leggergli sulla schiena. Ma verrebbe meglio con le lettrici, credo.

  6. Christian Frascella, per esempio, adesso che mi ci fa pensare, a vederlo, sembra un uomo di nicchia, e invece tira fuori dei romanzi, come si può dire, mainstream. :)

  7. Ma se uno scrittore scrive come un cane, il suo cane gli somiglierà? E se il suo cane sapesse leggere e ricordasse di aver letto qualcosa del suo padrone. Secondo me si chiamerebbe Lessi.

  8. Poi si potrebbero utilizzare anche certe pedane sospese sull’acqua, come in certi film western, e lanciare mele rosse a un ipotetico bersaglio, se lo si colpisce lo scrittore finisce in acqua e si vince il libro dello scrittore bagnato e cose così…

  9. Una volta ho visto Alessandro Baricco e sono riuscito a toccarlo: è proprio fatto di plastica, come i suoi libri.

  10. (Prima di diventar famoso, Alessandro, di cognome faceva Bapovero).

  11. Per esempio, Scurati. Scurati assomiglia alla sua scrittura. Fa paura.

  12. Esistono poi dei test psicologici ad hoc, per testare codesta ipotesi di cui sopra:
    1) Prendasi cento libri a random da una libreria fornita in maniera capillare, ogniuno scritto da un autore diverso.
    2) Prendasi uno scritto, un pezzetto, basta un capitoletto, di ogniuno di codesti libri
    3) Leggasi
    4) Confrontisi il brano letto con le immagini dei cento scrittori, procurateci da un volontario che abbia tempo da perdere su internet.
    5) Abbinisi cadauna immagine di cadauno scrittore con il presunto suo scritto.
    6) la probabilità di azzeccare tutti gli abbinamenti è di una su 100! (=cento fattoriale). Quello che ci si può aspettare se il nostro abbinamento è random, cioè se i libri non assomigliamo ai loro autori, è di azzeccare solo 1 o 2 abbinamenti giusti (o anche zero). Se ne azzecchiamo più di 5, allora vuol dire che gli scrittori assomigliano a ciò che scrivono, statisticamente parlando.

  13. Wu Ming è uno che non te lo aspetti.
    Luther Blisset prima di diventare scrittore lo chiamavano Talloni Neri, però non assomiglia a Q secondo me.

  14. Andrea (primo commento): perdonami, il tuo commento era stato considerato spam dal sistema. Non succederà più. Spero.

  15. una volta ero in un ristorante cinese di roma -ottimo- è entrato baricco e ha fatto un pò di fila, ma poi se n’è andato.

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