Scritte sui muri
Pubblicato da Stefano Campagnolo martedì 14 aprile 2009
Sempre pensando alla questione della letteratura involontaria, i bagni, le scritte sui muri, mi sono chiesto, saranno involontarie? Questa per esempio mi sembra il contrario dell’estraniamento:
Bagno pubblico dell’autostazione di Firenze, una sola scritta.
“W la guardia di finanza”


GRAFFITI “COLTI”
Alliget hic auras, si quis obiurgat amantes,
et vetet assiduas currere fontis acquas.
(Rimproverare gli amanti è come legare l’aria,
e impedire che sempre corrano le acque di fonte.)
CIL IV 1649; CLE 944
Pompei, vico dei Soprastanti.
L’iscrizione è incisa su una colonnetta.
Pag. 28, 29
AMOR SACRO E PROFANO, ANZI OSCENO
Lucilla ex corpore lucrum faciebat.
(Lucilla guadagna facendo mercato del suo corpo.)
CIL IV 1948 (add.p.213)
Pompei, Basilica
Pag. 116, 117
QUOTIDIANITA E BEFFE
Miximus in lecto. Fateor, peccavimus, hospes;
si dices quare nulla matella fuit.
(Abbiamo pisciato a letto. Lo confesso, ospite, abbiamo sbagliato.
ma se mi chiedi perché, rispondo: non c’era orinale.)
CIL IV 4957; CLE 932
Pompei, dalla parete posteriore di una
casa della regio VIII.
Pag. 242, 243
POLITICA E LUDI CIRCENSI
C. Iulium Polybium
aedilem oro vos faciatis. Panem bonum fert.
(Vi prego di eleggere edile
G.Giulio Polibio. Porta pane buono.)
CIL IV 429
Pompei, via Nolana
Pag. 272, 273
Tratti da
“Graffiti latini, scrivere sui muri a Roma antica”
a cura di Luca Canali e Guglielmo Cavallo,
BUR CLASSICI ANTICHI, prima edizione BUR: dicembre 1998
io una volta in un autostrada, nel bagno dietro all’autogrill c’ero stato…e avevo letto – è finita la yaughtmobile, chiamate il cesso -
Su una colonna in via Saragozza a Bologna c’è scritto:
“Io se fossi dio vi farei un po’ più poveri”
In via Mazzini a Bologna, all’altezza dell’ospedale Sant’Orsola, c’è un graffito che dice “051 solo Bologna”.
All’entrata della galleria che porta alla variante Est-ovest, in frazione Confreria, comune di Cuneo, c’è una scritta con lo spray verde che dice “vai piano”.
Sul mio sito, oggi, è arrivato un commentatore anonimo che ha scritto “W l’Anas”.
tornando da torino in un bagno maschile di un autogrill c’era scritto “attento, hai in mano il tuo futuro”
mi fa un po’ paura la scritta di torino
Mi chiedo se c’è qualcuno che telefona ai numeri scritti sui muri dei bagni maschili. Se sono veri, secondo me sono stati scritti da imbecilli lasciati dalla ragazza. Nel mio caso, quella troia di Giovanna risponde allo 0523 9045XXX.
Nel bagno di un centro sociale anarchico di Modena, ora raso al suolo (tutto il centro, non solo il bagno) campeggiava la scritta: “Bertinot in my name”.
a Montegiordano, un piccolo paesino della provincia di Cosenza, nel quartiere Catanga davanti all’ex forno c’è la seguente scritta: SLAPAI
su un muro delle scale di palazzo nuovo c’è una grande scritta rossa che dice, Basta con la violenza sulle donne!, una persona sotto ha scritto, piccolo, Tranne che quelle poliziotto, sotto ancora c’è, grande (probabilmente riferito alla prima scritta), Hanno quello che si meritano, successivamente indicata da una freccia con scritto, Te lo dico io quello che ti meriti, coglione!
Noi abbiamo la rubrica PUOI (Poesia Urbana Ottimamente Involontaria)
A Grosseto. Su uno sportello di una cabina dell’enel, vicino ad un Postamat:
“Lasciate stare le poste, ci lavorava Bukowski”
Ah, sì, ho fatto una foto
http://www.facebook.com/photo.php?pid=30107556&l=43794fa6c7&id=1271449301
Su un muretto vicino a casa mia c’è scritto “Tatiana fuma i sigari con i baffi”. Dopo alcuni mesi che ci passavamo davanti, mia moglie ha esclamato “Ehi, ma ho capito solo adesso cosa vuol dire!”
A Bologna sulla colonna di un portico in via Santo Stefano:
Pupi Avati delle volte è INCOMIABILE
Sul muro in via Zamboni a Bologna, c’era scritto così:
“Fittasi bilo o trilocale”
A Firenze, dove notoriamente son tutti un po’ nervosi, su un muro c’è scritto: “Vigili di merda, vi ammazzo”. La scritta più bella però l’ho vista vicino a Prato (dove notoriamente son tutti un po’ zubi): una scritta gigante fatta con lo spray rosso su un muro della zona industriale diceva: “Moglie mia, io ti amo”; più sotto, scritto più piccolo, qualcuno ha aggiunto “E io te la chiavo”.
nella pensilina dell’autobus che prendevamo per andare alle medie (ora ce n’è una nuova, parlo di 20 anni fa circa) c’era una scritta in uniposca rosa: “Il tempo passa il tempo vola e tu cretino che vai a scuola”
sembra adatta ai nostri giorni ma è di anni e anni fa, nella metropolitana di Roma:
W Stalin
il troppo buono
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