Un film muto

Pubblicato da Paolo Nori mercoledì 1 luglio 2009

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PER LA CAUSA DEL POPOLO
(sceneggiatura per un film muto e in bianco e nero)

Schermo nero.
Titoli.
Schermo nero.
Panoramica di Leningrado. La fortezza di Pietro e Paolo illuminata dai raggi del sole che sta tramontando. Cielo coperto di nuvole. Come accompagnamento musicale suona una musica trionfale.
Schermo nero.
Titolo: PIETROGRADO. INIZIO DEL SECOLO.
Schermo nero.
Interno di una stanza. Mattina.
In mezzo alla stanza c’è un grande tavolo rotondo con una tovaglia semistrappata. Sopra e sotto il tavolo ci sono, in piedi o rovesciate, bottiglie, bicchieri, piatti sporchi, mozziconi di sigarette.
Panoramica della stanza. Un baule, un armadio, un’oleografia dei “Burlaki” di Repin, un divano. Sul divano, coperti con giubbotti e stracci, due persone dormono.
Titolo: IL MATTINO HA SORPRESO MASSIMO E FEDOR IN CASA D’ALTRI.
La telecamera urta il divano. Fedor sposta il giubbotto, si alza, si guarda attorno preoccupato. Va verso il tavolo, fruga nei piatti con le mani, si allontana. Gira senza scopo alcune volte per la stanza, fermandosi spesso come per ascoltare qualcosa. Dai movimenti e dall’espressione di Fedor si nota che ha molta voglia di andare in bagno, ma lo imbarazza cercare il bagno in una casa che non conosce. Va verso la porta, fa per aprirla con attenzione. Dopo un po’ di tempo con la stessa attenzione la chiude. Va verso il divano, si siede vicino a Massimo che sta ancora dormendo, si mette a fumare. La telecamera si concentra a lungo su Fedor che sta fumando e su Massimo che sta dormendo sotto il panno.
Il fumo si diffonde nella stanza. Fuori dalla finestra c’è la nebbia. (Per la sua malinconia, la sequenza ricorda quell’episodio del film di Carnet “La mattina incomincia”, quando nella stanza dell’eroe buttano dalla finestra una granata con gas lacrimogeni.) Fedor si alza, va verso il tavolo, fruga tra i piatti con le mani. Si avvicina alla finestra, si vedono la sagoma ingobbita di Fedor e una parte della stanza.
Improvvisamente la porta dello sgabuzzino, che non si era ancora vista fino a quel momento, si apre, e fa molta polvere. La schiena di Fedor ha un sussulto, dai suoi pantaloni fuoriesce un rigagnolo di liquido che striscia per il pavimento. Dal seminterrato vengono fuori energicamente una ventina di uomini del sottosuolo, il loro sguardo è duro e concentrato.
Senza prestare attenzione a Fedor, rimasto impietrito, gli uomini del sottosuolo vanno velocemente verso la porta. Si muovono in modo così unito e compatto, che sembra quasi che dal seminterrato sia uscito un grosso animale, tipo una foca, e stia andando verso la porta. Alcuni di questi uomini del sottosuolo sono alti, e altri sono così piccoli che camminano tra le gambe di quelli più alti.
Dopo che gli uomini del sottosuolo sono usciti, Fedor rimane immobile per tre minuti, poi corre verso la finestra, apre la tenda di pizzo, e guarda con grande attenzione.
Dalla finestra si vede il gruppo di uomini del sottosuolo che si allontana per la strada, travolgendo i passanti.
Fedor corre verso il divano, tocca e spinge Massimo, che sta ancora dormendo. In primo piano, il volto straordinariamente agitato di Fedor, che sta gridando qualcosa.
Titolo: MASSIMO! MASSIMO! SVEGLIATI! SVEGLIATI PER L’AMOR DI DIO! HO VISTO GLI UOMINI DEL SOTTOSUOLO! LOTTAVANO PER LA CAUSA DEL POPOLO!
Massimo si volta. La sua espressione è brutta, cattiva. Solleva un po’ la testa, dice qualcosa e si ricorica, poi si tira su il panno fino alla testa.
Titolo: MA VAFFANCULO TE E I TUOI UOMINI DEL SOTTOSUOLO!
Schermo nero.
Titolo: FINE DEL FILM.

[Vladimir Šinkarev, Maksim i Fedor, tr. it. Paolo Nori e Marco Raffaini, San Pieroburgo, Krasnyj Matros, 1998, pp. 30-32]



2 commenti to “Un film muto”

  1. Bello. Spero che questa che ci hai offerto sia solo un’anticipazione di qualcosa che troveremo in libreria. Grazie.

  2. Ah, sarebbe bello. Il libro l’aveva comprato stile libero, qualche anno fa, ha pagato diritti e traduzione poi non è mai uscito.

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