Una Matematica

Pubblicato da Paolo D. giovedì 22 ottobre 2009

Sarebbe bello una Matematica che per fare quattro più quattro, fa quarantaquattro.  (Anita,   sei anni)



19 commenti to “Una Matematica”

  1. CONTIAMO CON LE DITA
    Io quando ne ho così, mi compro sei Cuccioli cerca amici con seimille euro, perchè dopo posso, che ne ho sei. (Angelica, cinque anni).

  2. All’asilo hanno detto che bisogna lavarsi le mani e intanto contare fino a 30, che così i virus vanno tutti via. Ma io non so contare fino a 30. Cosa faccio? Muoio? (Luca, cinque anni)

  3. Una bimba di cinque anni che parla di una matematica, sapendo che ne esistono diverse? E’ la figlia di un premio Nobel? E poi, a quarantaquattro, rimangono sempre due gatti di resto.

  4. ohi, per quello che mi ha fatto ridere , che ha detto proprio cosi’, Una matematica -

  5. La logica di Luca, bimbo di cinque anni, mi sembra meravigliosa.
    La matematica di Anita la chiamerei “proliferativa” (tipo: 44 + 44 = 4444 ; 4444 + 4444 = 44444444 e ancora e ancora). E un matematico “proliferativo” lo chiamerei pigro.

  6. conosco un matematico che ha appena avuto due gemelli. va considerato proliferativo?

  7. La mamma va al mercato. Compra sei uova. Tre sono fresche e tre no. Ne cade una. Era fresca o no?

  8. era mezza fresca, in media

  9. Giancarlo, la mamma non fa degli sbagli così, quelli li può fare solo il papà. sempre.

  10. B, in effetti, papà, lo sono da due mesi. Ecco perché rompo le uova.

  11. Bolero, puntomaupunto è sicuramente proliferativo, almeno a giudicare dal numero dei suoi (intelligenti) blog, tumblr, pagine di Wiki, ecc.

    Complimenti Giancarlo! :-)

  12. 4,33 John Cage:
    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

  13. 6 e 6 fa 66 o 12? Per favore rispondetemi ne va della mia vita.

  14. Ho chiesto spiegazioni, e secondo questa Matematica, sei più sei fa soltanto sessantasei. Inoltre, mi è stato spiegato, tre più quattro fa trentaquattro, uno più due più tre fa centoventitrè, e via cosi’

  15. mi chiamo Ze Pochiello. Fino a dieci anni non sapevo né leggere e né scrivere(sappiate ca songo pure ‘nu busciardo e ‘nu grande pallista), poi quando ho imparato mi è rimasto un vizio: l’inizio di ogni cosa che scrivo, la scrivo sempre con la lettera minuscolo. Insomma un neo, una moderna stimmate del santo. Eppure mai frequentati i santi, né prima né dopo e neanche durante.
    Tengo sei anni. Ci stanno creature che c’hanno sei anni e non ci sembra, mentre poi ci stanno dei bambini che sembrano più grandi degli anni che hanno all’anagrafe, cioè all’ufficio del comune dove una mamma o un papà va e dice: Oggi mi è nato un figlio. Poi tra questi bambini che nascono ci sono anche quelli che muoiono come mosche anche se i bambini non sono fastidiosi come le mosche che le mosche si azzeccano specie sulle cose di zucchero. I bambini sono uguali alle mosche quando vogliono questo e quello. Mica le mamme e i papà c’hanno la bosrsa di CACONE con un sacco di soldi dentro, no. Ma le mosche attorno alle bocche dei bambini ci stanno anche quando lo zucchero non c’è e loro vorrebbero almeno lo zucchero che lo zucchero per un bambino è importante come il latte che nel latte ci sta il calcio. Ma io non ci ho mai creduto che ci sta il calcio. Il calcio noi lo giochiamo nel vicolo e nella piazzetta dove sta l’orologio grande. Noi così ci rinforziamo le ossa delle gambe che corrono dietro al pallone. Qunado i bambini non hanno zucchero ecalcio a sufficienza poi crescono con le deficienze. Infatti non a caso questi bambini qua sono deficienti, anche se poi diventano grandi prima del tempo. Il tempo? Quale tempo? Allora quelli dell’ufficio c’hanno un librone grande e scrivono: Oggi sono nati venti creaturi vivi e cento morti. Forse
    i numeri della matematica c’entrano. Si, forse, c’entrano, anche se uno non ci pensa mai, ai numeri. I bambini e i numeri. I grandi fanno i numeri sui sogni che hanno avuto, poi se li giocano al lotto.

    PS: C’è anche il seguito, ma non voglio fare una sottrazione di spazio.

  16. La matematica proliferativa evidentemente prevede solo l’addizione. Infatti la sottrazione è difficile, la moltiplica un casino e la divisione non ne parliamo; diciamo quindi che la matematica proliferativa è tipica dell’infanzia, età in cui solo si aggiunge. L’ormone adolescenziale ispira la moltiplicazione, la maturità porta alla con-divisione e la senilità apporta, ineluttabilmente, la sottrazione. Le matematiche e la vita.

  17. Agostino mi fa venire in mente la striscia dei Boondocks in cui il bimbo a scuola dice “Che me la insegnate a fare la sottrazione? Io voglio guadagnarli i soldi, mica perderli!”

  18. Bolero, guarda che si fanno più soldi con le sottrazioni (specie se indebite), che con qualsiasi addizione!

  19. ah, ma era il bimbo che lo diceva, mica io.

Lascia un commento