Altre scritte sui muri
Pubblicato da Gessica martedì 27 aprile 2010
Si proibisce espressamente a qualsivoglia persona di gettare né tampoco far gettare né far portare immondezza di sorte alcuna vicino intorno né sotto al presente arco sotto pena di scudi venticinque mila da applicarsi un terzo all’accusatore che sarà tenuto segreto et altre pene anche corporali. La qual pena pecuniaria il padre sarà tenuto per li figlioli et il padrone per le serve e i servitori in conformità dell’editto di mons. ill.mo presidente delle strade.
Pubblicato lì 14 agosto 1733
Roma, vicino a Campo dei Fiori
Da Lapidàrius.


Qualche spiegazione a commento si può trovare qui.
La via è Via dei Cappellari, la lastra è posta sotto quel celebre archetto dove ancora oggi, in sprezzo proprio a quella lastra antica, sacchi, sacchetti e spazzatura varia non mancano mai. Ironia della sorte… e della storia. C’è anche da aggiungere che quelle “targhe” non sono rare nel centro di Roma, anche se quella citata è un delle più antiche. Altre sono dell’Ottocento (ad esempio ce n’è una anche a Sant’Eustachio, appena fuori dalla piazza del Pantheon). Leggendole (il testo è in realtà quasi sempre lo stesso) si fa una sorta di lezione sull’evoluzione dell’italiano. – Luca Gianneramo
questa, secondo me, ha una valenza geografica notevole: http://www.flickr.com/photos/lapidario/4591589484/
delle scritte sui muri in gattabuia la geografia alla luce del sole è l’anima prismatica che si specchia negli occhi altrui di silenziosi ore che sembra tutto uno sporco tipo le unghie dei bambini che alla scuola elementare – all’asilo no all’asilo: le carezze i baci e gli occhi e il riso col pomodoro le labbra di marmellata – ti dicevano: grembiule pulito, colletto bianco e nastrino, seduto da bravo e braccia conserte e, assolutamente, unghie pulite: dillo amamma tua: unghie pulite – e , poi, si viene sù sporchi di cattivera, travestita di bontà fetusa e, marcescente etica morale, quelle tutte di regole ferree e la fantasia e la verità sempre sotto il tappeto, nascoste,(ah, ma come è bravo in matematica: è un mostro e che bei disegnini:tutti precisini. ecco, la nuova cartina geografica di caini, travestiti da abele, che non si abboffano della terra di camposanto e poi tutto pulito a terra e nei verbali e nelle cerimonie e nelle divise mai sgualcite e stazzonate,l’appollaiato cuore dagli occhi dell’innocenza e delle lauree e le posizioni diregenziali qui nasce la geografia del più bravo del più furbo del più intrallazzatore che questi bambini una volta erano uomini che tutto passa per la strada dei buoni sentimenti che ridisegna la nera nascosta geografia. si, è così, non si può scrivere, indegnamente, sui muri che un condominio intero a spendere soldi in questa congiuntura di crisi finanziaria ed econimica e, chiesastica di posizione di Vaticano la centro della terra e innanzitutto dell’Italia, la geografia.
se guardate qui si vede, sotto la lapide, anche la monnezza contemporanea e una bella scritta dei tifosi del livorno
http://www.trasciatti.it/?q=node/400
mi permetto di aggiungere questa lapide posta su una casa colonica nella campagna lucchese
QUI NACQUE IL PRIMO MARZO 1776
GIACOMO FRANCESCHI MEDICO CELEBRE
PROF. DI CLINICA
SOCIO DI VARIE ACCADEMIE ESTERE
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QUI MORI’ IL 13 OTTOBRE 1914
FRANCESCO FRANCESCHI
PROF. DI TEOLOGIA LETTERATO POETA
STRENUO DIFENSORE DEL METASTASIO
come si fa a essere strenui difensori del metastasio? e soprattutto: da chi andava difeso il metastasio? dai briganti?
http://www.trasciatti.it/?q=node/11
Mangiacristiani Nazzareno, caduto nella Grande Guerra (in piazza a Recanati)
http://www.flickr.com/photos/lapidario/4623568723/
(Carpi, Palazzo dei Pio) “è il bue l’allevatore dell’uomo: c’è nel mondo qualcosa di più grande del toro?/ chi voleva porre (quest’epigrafe) per l’uomo, prima ancora l’ha posta per il bue”
http://www.flickr.com/photos/lapidario/4570968410/in/set-72157622838026818/