Convegno sul nulla
L’accalappiacani, insieme ai teatri di Ravenna e all’arci di Reggio Emilia, sta preparando due giornate sul nulla, che si terranno una a Reggio Emilia, come anteprima, una a Ravenna, o, meglio, a Lido Adriano, probabilmente questa il 14 maggio.
Ci sarà Carlo Boccadoro, che ci parlerà della musisca di John Cage, ci sarà Stefano Andreoli, di Spinoza, che fa il guardialinee, che ci parlerà degli zero a zero nelle partite di Calcio, ci sarà Paolo Albani che ci parlerà forse dell’economia negativa, ci sarà un astronomo che ci parlerà dei buchi neri, una ginecologa che parlerà della menopausa come del momento più bello nella vita di una donna, un critico d’arte, Alfredo Gianolio, esperto di arte naif e amico di Zavattini che ci parlerà della fortuna di essere ignoranti, ci saranno una decina di interventi di 30-40 minuti seguiti da dieci-quindici minuti di possibile dibattito. Il tutto aperto da un brevissimo inno (4′ 33″ di John Cage – 4 min. e 33 sec. di silenzio, come si sa) e concluso, dopo cena, da un concerto di un gruppo di gente che non sanno suonare (si chiamano Nuovi Bogoncelli).
Così, ci stiamo lavorando. Per dirlo. Se viene in mente qualcosa.


così su due piedi non mi viene in mente nulla.
eeeh io lo so che non conto nulla perciò secondo me io merito di esserci :)
Se fate la versione per piano di 4.33 io v’avverto che se fate un intervallo, io ne so suonare una versione coi bicchieri.
[...] [commenti qui] [...]
la versione di 4′ 33″ credo sarà per clarinetto (suonata dal maestro Mirco Ghirardini, diretto dal maestro Carlo Boccadoro).
Io, 4’33″ la so fare benissimo. A maglia.
Potrebbe entrarci anche il trascendente con il
“Divino Nulla” di padre Turoldo….
Prima che si metta a suonarli, nel caso i bicchieri di Alessandro fossero pieni, io glieli so vuotare. sono poi anche bravo.
era suonare non suonarli. sono suonato
io metto a disposzione una 4’33″ non suonata da me personalmente con il sax alto (NO SIAE)
Mi viene in mente un esercizio estemporaneo di scrittura: Scrivi in cinque minuti tutto quello che non è successo nella tua vita. Tanto per scaldarsi. Con l’inchiostro simpatico sarebbe il massimo.
sull’uso (parere):
è strano, quando ti chiedono: Cos’hai? e te: Nulla, quasi sempre hai qualcosa. è che non osi dire: Non voglio dirtelo, voglio dimenticare. così usi il vuoto come rassicurazione, come se essere vuoti fosse positivo. a parte che se si fosse vuoti davvero, probabilmente si risponderebbe: Non lo so. io una volta sono stato vuoto. ma non c’entra/centra (nulla).
D’obbligo leggere tutti in coro il manifesto del nullismo
C’è anche Giudo Barbujani con un intervento sul fatto che la razza non esiste.
L’intervento di Paolo Albani invece si intitola Il complesso di Peeperkorn ovvero L’arte di non dire nulla.
Essendo un scenografo, voglio offrire un’idea della scenografia molto assottigliata per il convegno.
Ci sarebbe anche un’idea raffinatissima per i costumi, ma non so se in un paese di tradizione cattolica…
All’interno della conferenza sul nulla, si potrebbe fare un simposio sul niente?
per il simposio sul niente, se si farà, io proporrei di scrivere 3 cartelle a testa sul niente da dire (troppo “forte”?)
Si potebbe, il convegno, all’ultimo momento, annullarlo.
non se ne fa nulla
Però. E’ utile e consolatorio constatare che perlomeno i coglioni se la cantano e suonano tra loro. Che ridere.
preciso che non sono io il giovanni del commento precedente
Ci vuole pazienza.
Eh, un po’ da tutte le parti ci vuole pazienza.
Per avercela con qualcuno invece ci deve volere una gran fatica
Ci vuole pazienza con tutti, anche con quelli che ti sembrano delle teste di cazzo, invece poi li conosci e ti accorgi che gliene son successe di tutti i colori, poverini, fin da quando eran piccoli.
“una ginecologa che parlerà della menopausa come del momento più bello nella vita di una donna” questa la devo dire a mia madre, poveretta, se viene al vostro raduno vi scuoia e alla ginecologa prima la fa radiare dall’albo dei medici e poi la distrugge.
Certo. Tutti di buon umore, stasera.
Io ho conosciuto alcuni che all’inizio mi sembravano delle teste di cazzo e poi alla fine lo erano davvero, e avevano avuto un’infanzia non certo infelice.
Io ho conosciuto alcuni che all’inizio mi sembravano delle teste di cazzo e poi alla fine lo erano davvero, e avevano avuto un’infanzia perfettamente nella norma, tanto che poi erano diventati scrittori, o qualcosa del genere.
(ci vuole pazienza)
preciso anch’io che non sono il Luca del commento precedente. Have fun!
dirò a mia madre di venire al vostro raduno con un manipolo di donne in menopausa, allora sì che ne vedrete delle belle. auguri. magari dopo avrete anche qualcosa da scrivere
se non fosse perchè non sono in menopausa e devo fare la yummy mummy verrei anch’io
Mo mama.
Volevo dire che anch’io sono Giovanni, però non sono Giovanni dei commenti sopra e nemmeno Giovanni Maccari, sono quello che vi dava tutti per morti.
Ecco che poi tra tutta questa pazienza va a finire che si fa della confusione.
mahh, io a pensare al nulla, mi sa che è praticamente impossibile a pensare al nulla.
Anche adesso, ero quì che cercavo di farmi venire qualcosa da scrivere quì sul nulla, ma non mi veniva nulla e allora ho deciso di scriverci questa cosa che tra l’altro è quasi come scriverci nulla, ma è comunque qualcosa.
A pensare al nulla mi viene in mente l’insieme vuoto. L’insieme vuoto dicono che un insieme che non contiene nessun elemento ma è tale da essere sottoinsieme di ogni altro insieme incluso se stesso che allora secondo me non è proprio vuoto;
insomma statemi bene, valà,
ciao,
quello là
il rischio è che poi da tutto questo nulla rischia pure di saltarci fuori qualcuno che dice qualcosa. Cow, boys.
forse, la capacità negativa di keats.
Heidegger identifica il nulla con un essente che ci dà prova della sua essenzialità solo con l’angoscia. L’angoscia, sembrerebbe quindi essere l’unica esperienza che possiamo fare del nulla. Ecco a leggere gli ultimi commenti, mi vien da dire che avesse ragione.
errata corrige, al posto de “gli ultimi commenti” leggasi “alcuni dei commenti”
Heidegger. Tzè.
Ho chiesto a uno scienziato dell’Istituto Nazionale di Fisica di parlarmi del nulla e quello che ho capito è che per parlarne, del nulla, prima bisogna definire l’ambito in cui se ne vuol discutere e poi il resto che ho capito è che per i fisici, il nulla come coordinata dello spazio tempo che conosciamo, come luogo privo di campi di forze, non esiste. Nonostante ciò lui e i suoi colleghi dell’Istituo Nazionale di Fisica, sono disponibili a venirne a parlare anche un convegno.
ma, per esempio, la pazienza? è più un qualcosa o un nulla? E il nonnulla? In cosa differisce dal niente? Sempre se differisce.
saluti da
lupi
facile!
la pazienza è la virtù dei forti.
il niente è il non essente e quindi può essere fatto coincidere con il nulla.
il nonnulla invece è una vezzosa ridondanza.
o no?
Ma allora lo fate apposta a divertirvi a sfancularvi quando io non ci sono.
Comunque, il nulla è una cosa seria. Da un convegno sul nulla credo si possa uscire ubriachi di saggezza. Ed è pericoloso. Sopratutto di questi tempi.
Due contributi a proposito del nulla.
Il primo è un indovinello:
lo mangiano i morti, ma se lo mangia un vivo dopo un po’ di tempo muore. che cos’é?
risposta: il niente.
il secondo contributo è una poesia di Aldo Palazzeschi che s’intitola L’indifferente, e dice così:
Io sono tuo padre.
Ah, sì?…
Io sono tua madre
Ah, sì?…
Questo è tuo fratello
Ah, sì?…
Questa è tua sorella
Ah, sì?…
Io forse non c’entro nulla, e quando tiro qualcosa, da un pezzo di carta a una freccetta non centro nulla. Però ho sentito Paolo a Uomini e Profeti e sono stato bene. Mi sono chiesto chi è un prete, un vescovo, un teologo? E invece non era nulla, però era lì e parlava, perché è uno che parla e traduce e dice delle cose… E allora ho letto questi pensieri sul blog e siccome scrivo o forse perché leggo, mi son piaciute le storie della bambina e voglio contraccambiare con un lapsus di mio figlio che aveva otto anni e che mi sembra bello e ha a che fare con il nulla. L’ho intitolato RICICLAGGIO IN CLASSE. Fa così ed è una storia vera: “Scusi, maestra! Mi può dare un disegno voglio farci un foglio?” Fine e grazie. Buonanotte Paolo.
A proposito di nulla, invito tutti all’ascolto di questa bellissima cosa (The Fugs – Nothing):
http://www.youtube.com/watch?v=4HmJX11_AQE
dove ci si riunisce per parlare di e del nulla? nella nebbia o in fondo al mare o in alaska.
il nulla si avvicina molto alla nebbia.
quando il nulla si dirada si vede … si vede quello che esiste ma anche quello che non riusciamo a vedere.
il nulla è il non (voler)vedere.
a volte basterebbe smettere di inforcare gli occhiali dell’invisibile.
il visibile è quello che si vede e si tocca.
non disdignerei nemmeno un letto di nuvole e uno spazio intorn che scavalca il cielo olyre i confini.
il nulla ha a che fare con i confini.
più confini erigiamo, quelli di madre o sorella natura sono tutt’altra cosa.
la natura non si mette a fare discorsi.
lei ha un linguaggio tutto suo; infatti, spersso la natura utilizza l’eco.
il nulla non ha niente al suo interni, eepure ci affascina.
il nulla è ricco dentro, ci interroga.
- sei una nullità – è un bel paradosso.
se ammettiamo che una persona è il nulla, ammettiamo la sua esistenza.
dovremmo semmai tacere. però tacere rimanda ad altro. per cui ritorniamo al punto di partenza.
quando una partita finisce zero a zero potremmo dire che in quella partita, 90 minuti più recupero,che non sia accaduto nulla.
praticamente è una fesseria.
ecco, le fesserie si avvicinano molto al nulla, riempendolo di sostanza.
spesso siamo nulla, senza riuscire a trovare la sintesi tra 1 e 90, ma oltre il 90 ci sono altri numeri.
il nulla è reale come il aplo della luce elettrica o una partita di calcio terminata sullo 0 a 0. il nulla è appena tridimensionale, solidissimo.
se stessi ancora sotto le armi terrei dai 20 ai 21 anni, oppure qualche anno in più per qualche rimando ad uso scolastico.
- in questo momento della mia vita dicono che sono una nullità, la realtà mi mostra per quello che sono,compreso i sogni – ha detto il migrante.
chiamate Zichichi a parlare di antimateria. da bologna ogni tanto ci passa ancora…e poi lui sarebbe felice di stare in mezzo a persone come voi…per un motivo o per un altro…
http://www.bo.infn.it/galvani/vuoto.pdf
io al nulla ci faccio i discorsi. lui/lei tace. allora guardo più attentamente. a volte il nulla mi riempie d’orgoglio come se il nulla fosse un figlioappaena nato, destinato a crescere. il nulla però non ha un’età precisa, su questo il nulla glissa. lei/lui rimane impassibile e mentre parliamo del più e del meno in maniera circostanziata, taciamo della grossa. quando ci ritroviamo in alta montgna lui attraverso i silenzi è assai loquace. invece quando ci diamo appuntamento vicino al mare mi mostra il moto perpetuo delle onde. però, non ho capito a quali onde si riferisca. forse sul moto delle onde si mantiene sul vago. quasi quasi staimo lì a navigare. nel nulla.
Ah, dimenticavo. Io e il vuoto/e relativo svuotamento o riempimento)spesso litighiamo, ci accapigliamo come due bambini ma anche adulti che si rotolando giù per terra, nella polvere e il pulviscolo dei raggi del sole. Se vuoi vedere il nulla basta che guardi intorno a te. è impressionante. però se ti vuoi fare un idea corposo, basta che pensi a quando hai fame e a quando senti la mancanza dell’amore. per me il mistero resta l’amore. siamo noi che riempiamo il nulla dell’amore o è l’amore che viene a occupare spazio dentro il vuoto che è in noi. ma questa è una fitta contraddizione, a pensarci.
da piccolo il nulla, per me, era il piano sotto al piano terra, negli ascensori degli alberghi.
Una delle cose che a me il nullo e il vuoto(parenti stressi, l’altra faccia della medaglia, il pari e il dispari, il bianco e il nero, il doppio:il sosia)ci spinge alla baruffa è il concetto di privacy. loro ci tengono moltissimo. sono anche dei credenti il vuoto e il nulla. in mia presenza non vogliono sputtanarsi ma credo abbiano anche una loro religione. però non riesco a capire se è la stessa religione, dato che entrambi hanno come icona lo stesso dio. se proprio vogliamo dirla tutta dio è l’essenza alla massima potenza del nulla e del vuoto, l’unica cosa storta e che lui pretende di essere creduto a scatolo/a vuoto/a. un’altra cosa che mi viene da quasi da chiedere è: scatolo/a deriva da escatologico/a o sono due cose diverse? certo, a pensarci ci penso notte e giorno, potrei anche sfogliare il vocabolario.
…dunque ero già da queste parti quando scrivevo la badessa qui, nel 2005.
Non è questione di arrivare prima, è che ho avuto quest’apparizione nel bosco: una Madonna di Barbana piena d’acqua, penzolante da un ramo.
Mattinale ottobrino di una Badessa InVena.
Delle infinite sostanze con cui si può combinare un uomo
ve n’è una molto speciale…
… e ora qui si fa questo giuoco
un indovinello
una parafrasi mentale.
Essa risplende o è buia
se vuole
non ha confini ma leggi
contro le quali è impossibile lottare
è dentro e fuori
è e non è
distrugge ogni passione
ma la può anche originare.
In effetti è errato
supporre che con essa ci si possa “combinare”
così come una polvere, uno spinello
o un fungo da mangiare.
La sua immanenza pervade
invade
ed è sempre l’ultima a restare.
Tirannica conclusione di ogni nostro agire
unica dispotica verità
il suo “patrimonio” non può mai diminuire.
Non lei in noi
ma noi in lei, per la verità, siamo,
almeno questa è la mia impressione
dopo tutti questi anni
passati
col retino per farfalle in mano.
Di quanto sia volubile, poco raccomandabile
effimera nel suo invito
dico solo com’ essa è
pronta
in ogni istante
a strappare via la nostra pagina
come fosse un compito mal riuscito.
Di fatto, probabilmente, lei ci intride
ma non ci può amare
noi, vivendo, siamo il suo contrario
lei è triste e sola, senza di noi
ma è stata
e sempre sarà
sol dalla parte
di tutto ciò che, non esistendo ancora
vuol cominciare.
Ora, miei co-incarnati stanchi,
ma desti come me
nell’oro impermanente
di questo dolce mattin d’ottobre,
io credo
che ciò di cui qui si parla
alberghi di già nella vostra mente
e vi sia purtroppo
“ben” noto…
Il sostantivo maschile corrispondente si chiama
– - – - -.
Essa sol di se stessa, infine, si trastulla
ed è il – - – - -.
non ho parole!!