Verbale
RIUNIONE DE L’ACCALAPPIACANI – REGGIO EMILIA, 17 APRILE 2010
La riunione inizia alle ore 16 nei locali della Biblioteca delle Arti di Reggio Emilia. La prossima riunione si terrà il mattino del due giugno a Ravenna, dove siamo invitati dal Teatro delle Albe. È possibile pernottare gratuitamente anche in camere singole nella notte tra il primo giugno (in cui si farà una lettura dei primi numeri della rivista) e il due giugno, ma bisogna prenotarsi al più presto dando il proprio nominativo a Paolo Nori. La riunione già fissata per il 22 maggio non si farà; pure l’incontro con Serena Vitale, prevista in tale data subito dopo la riunione, è stato rimandato al prossimo autunno. Si rammenta che il 25 aprile si terrà a Casa Cervi, in provincia di Reggio Emilia, l’ultimissimo “Pignagnoli ballabile”, che comincerà verso mezzogiorno.
Gessica Franco Carlevero comunica di aver mandato (non a tutti, perché non dispone dell’indirizzario completo) una prima raccolta di brani che in un modo o nell’altro parlano di geografia e possono quindi rientrare nel materiale utile per comporre il numero sei dell’Accalappiacani. Si tratta di pezzi già mandati alla redazione a partire dalle prime riunioni nel 2005, perché all’apposito indirizzo atlante@laccalappiacani.it non è arrivato niente. Allora Gessica si chiede se per caso l’idea di fare un numero “geografico” non piaccia.
Gianfranco Mammi osserva che siamo appena agli inizi e ci sono ancora molti mesi davanti per ricevere materiale nuovo.
Paolo Domenici propone di usare l’alfabeto per associare parole ed espressioni alle singole città, sull’esempio di quanto inviato da Stracquadagni; Paolo lo sta facendo per Lucca ma non ha ancora finito; appena possibile invia il brano all’indirizzo di cui sopra.
Gessica Franco Carlevero propone di usare anche solo parte dell’alfabeto – ad esempio per Lucca si potrebbero usare solo la L, la U, la C e la A, come si fa a scuola con i nomi dei bambini per insegnargli a scrivere il proprio nome.
Per Mauro Orletti la formula dell’alfabeto può essere molto utile per trovare nuove idee da applicare al tema geografico. Gea Vecli è d’accordo, e osserva che in ogni caso si possono utilizzare le parti dell’alfabeto riuscite meglio, cestinando le “lettere” che hanno dato risultati poco convincenti.
A Gessica Franco Carlevero sono piaciute le agiografie proposte da Mauro Orletti; Mauro legge quella di San Giovanni Battista, le cui reliquie risultano disperse in varie località italiane ed estere, con la particolarità che esistono due crani (sebbene uno privo della mascella inferiore) del santo in questione.
Paolo Domenici suggerisce di allegare una cartina con l’indicazione di tutti i luoghi in cui si conservano le reliquie di San Giovanni Battista.
Per Gessica il problema è dove collocare un brano come questo, che tocca parecchie regioni italiane; lo mettiamo in appendice? Ma allora ci vorrebbero anche altre appendici con altri eventuali pezzi interregionali.
Gea Vecli osserva che per ora la fase del montaggio è ancora lontana; i pezzi raccolti finora le sembrano belli, per la maggior parte, e suggerisce di continuare a raccogliere materiale; poi, in base a quanto arrivato, si vedrà.
Gessica propone altri temi da trattare per il numero sei – sia per quanto riguarda i testi che le illustrazioni: per esempio le strade (ci sono già molti pezzi sulla via Emilia), gli animali (qualcosa ha già inviato Giovanni Maccari), lo sport.
Per Nicoletta Calvagna il tema flora e fauna è proprio tipico di un sussidiario scolastico.
Gessica comunica che Paolo Albani le ha suggerito un libro di Giorgio Manganelli, “La favola pitagorica”, che è impostato su base geografica e ha dei bei titoli per i brani che contiene (es. “Piacenza non è Singapore”, “Esiste Ascoli Piceno?”, ecc.). Anche noi potremmo usare dei titoli redazionali di questo tipo. Inoltre potremmo trattare un luogo come un sistema di simboli che agisce su di noi, come ha fatto Ugo Cornia nel suo racconto sul paese di Stellata.
Secondo Stefano Campagnolo, il miglior tipo di montaggio della rivista è quello che è stato usato nei primi numeri dell’Accalappiacani, cioè quello basato più o meno sul caso; montare un numero strettamente legato alle regioni gli pare piuttosto difficile.
Per Gessica Franco Carlevero la suddivisione per regioni darebbe l’idea del libro scolastico; altrimenti il numero sei diventa una specie di antologia di racconti.
Paolo Domenici suggerisce di provare a montare il numero per regioni; se il progetto non riesce, cambiamo impostazione.
Paolo Vìstoli propone di lasciare “vuote” due o tre regioni.
Gea Vecli osserva che probabilmente abbiamo già qualcosa per tutte le regioni italiane.
Per Matteo Martignoni sarebbe interessante procedere, invece che per regioni, per temi (es. flora e fauna); se poi manca, in quel dato tema, qualche regione, non si nota molto.
Stefano Campagnolo osserva che ci sono, e saranno più numerosi in seguito, pezzi che non si riferiscono a regioni specifiche.
Sarah Spinazzola chiede se si ha intenzione di cominciare con un’impronta didattica per poi infrangerla. Secondo Gessica è meglio evitare un’impostazione strettamente legata alla geografia scolastica, perché alla fine non si capisce niente.
Per Paolo Domenici si tratta di porre determinate “gabbie tematiche” con piena libertà di “sforarle”, come per esempio ha fatto Giovanni Maccari con il suo brano sui luoghi di Firenze dove risulta esser morto qualche personaggio.
Gessica è d’accordo; per esempio si potrebbe usare il tema “popolazione” per parlare di tutt’altro o quasi.
Giovanni Civa propone di inserire delle piantine concepite come quelle del Tuttocittà, con le lettere e i numeri; così, B5 – nell’indice del numero sei – potrebbe corrisponde a “mari e pesci” oppure più semplicemente a “Mare Adriatico”, ecc.
Per Gessica questa cartina-indice del numero sei potrebbe essere una buona idea. Per quanto riguarda le illustrazioni, si era pensato di usare anche delle fotografie in bianco e nero; è vero che finora abbiamo volutamente evitato le foto, ma in un libro di geografia ci stanno.
A Matteo Martignoni vengono in mente le foto di città in bianco e nero che compaiono sulla Settimana Enigmistica.
Gessica ha ricevuto un suggerimento da Daniele Benati, quello di passare allo scanner delle cartoline. Secondo Giovanni Civa non sarebbe male fare delle foto alle foto che già compaiano su un atlante geografico, magari lasciando una pagina mezza aperta.
Stefano Campagnolo chiede dove saranno collocati i disegni che la redazione ha chiesto di fare ispirandosi ad opere note, come “L’urlo” di Munch. Gea risponde che sono tutti destinati al numero cinque.
Nicoletta Calvagna sta disegnando a memoria gli alberi che vede facendo tutti i giorni il percorso Bologna-Vignola, percorrendo la via Bazzanese.
Per Gessica può trattarsi di un racconto di strada, non verbale ma figurativo. Un’altra persona le ha proposto una serie di quattro fotografie sulla via Romea.
Nicoletta Calvagna sta lavorando anche su un animale fantastico che compare in una stampa giapponese e in una stampa portoghese; Gessica osserva che molte città sono legate a delle bestie (Roma alla lupa, Brescia alla leonessa, ecc.); altri temi che si potrebbero affrontare sono le donne (ma anche gli uomini) di ogni città, i primati, eccetera.
Paolo Vìstoli dice che a Castelnuovo Rangone (MO) c’è lo zampone più lungo del mondo.
Gessica legge un brano di Sarah Spinazzola sugli occhiali da sole a Milano; dà proprio l’idea della gente di Milano. Sarah ricorda un altro tema, quello dei posti dove ti mandano; per esempio a Milano si dice “Va’ a Baggio a suonare l’organo”, perché a Baggio c’è un organo dipinto su una parete.
Paolo Vìstoli dice che si potrebbero prendere in considerazione anche le bestemmie geografiche.
Per Sarah sarebbe utile integrare l’elenco dei temi mandato da Gessica e poi metterlo a verbale. Secondo Gessica è meglio mettere l’elenco integrato sul sito della rivista, come si è fatto con i radiogiornali liberi. Anche la parte dei soprannomi che ha scelto per questa prima raccolta di materiale l’ha presa dal sito; per l’Emilia Romagna i soprannomi erano addirittura troppi – segno che la cosa funziona.
!6,50-17,10: pausa per sigaretta e caffè. Nel frattempo arriva Franco Loi assieme a Paolo Nori, che era andato a riceverlo alla stazione e l’aveva accompagnato in albergo,
Franco Loi comincia a parlare della propria vita, dopo aver detto che siamo tutti belli – si vede dagli occhi.
La seduta è tolta alle ore 18,05


non credo sia mio il pezzo sugli occhiali da sole.
“Si tratta di pezzi già mandati alla redazione a partire dalle prime riunioni nel 2005, perché all’apposito indirizzo atlante@laccalappiacani.it non è arrivato niente.”
è un modo per dire che il mio racconto non c’entrava niente o faceva cagare, o veramente non è arrivato niente?
A me l’argomento geografia piace, poi come mi arriva l’apecar col sangiovese mi metto a scrivere. L’idea della piantina modello Tuttocittà era per dare poi un riferimento nei testi o nei titoli dei pezzi, l’esempio era sul pezzo di Paolo che potrebbe essere stato titolato Lucca(F8) e non avrei escluso neanche il mare così se uno parla di tonni o vuol precisare dove quella volta ha visto una sirena ci si mette il riferimento anche lì. Bè insomma forse se non scrivevo era tutto più chiaro, comunque da sabato scorso sono bello anch’io.
Fabio, a quale pezzo ti riferisci? Forse una svista o dimenticanza, ma non ce l’ho presente.
te lo riinviai or ora.
boh, arrivato?
Il testo è arrivato. Per il momento raccogliamo tutto il materiale, poi in un secondo momento vedremo cosa farne, quindi grazie per averlo spedito di nuovo.
Confermo che l’argomento geografia è intrigante quindi io supporto l’iniziativa. Non sto aspettando l’apecar col sangiovese ma appena passa la piena m’impegno a contribuire… e magari poi non vi piace.
Ho scritto all’indirizzo di Atlante scrivendo Gessica, Franco, Paolo, pensando che Gessica e Franco fossero 2 persone diverse invece mi sembra di capire che Gessica e Franco sono una persona sola e quindi mi scuso per la mia pochezza, per non aver fatto il dovuto sforzo di analisi della punteggiatura e per aver sdoppiato Gessica che chissà quante volte si è sentita fare questa tiritera, quindi scusate anche per la tiritera. Sono un tipo che si scusa spesso, più per distrazione che per altro.
nessun problema.Grazie per i racconti.
Io credevo che bisognasse inviarli a laccalappiacani@arcire.it…….bè, credo che lo rinvierò a questo nuovo indirizzo…..
Ma non è che ho fatto troppo tardi?
solo leggere i vostri verbali è una meraviglia.
Per tutto il resto ora che vi ho scoperto, mi attrezzo
grazie
massimo