Verbale del 2 giugno 2010 a Lido Adriano (RA)

Pubblicato da Paolo Nori mercoledì 9 giugno 2010

RIUNIONE DE L’ACCALAPPIACANI – LIDO ADRIANO (RAVENNA), 2 GIUGNO 2010

La riunione inizia alle ore 10,30 antimeridiane nei locali del Cisim in Via Parini 48.
Paolo Nori annuncia che il numero cinque non uscirà in luglio ma ai primi di settembre; per l’occasione, sulla copertina comparirà il sottotitolo “novemestrale di letteratura comparata al nulla”. Bisogna consegnare le bozze definitive entro i primi di luglio. Mancano ancora le undici lettere finte che avevamo deciso di inserire tra quelle vere; per la precisione, ce ne sono un paio, ma sono un po’ lunghe. Bisognerebbe scrivere le altre lettere finte – anche cose brevi – entro il 10 giugno (sempre riferendosi a fatti del 2009). Il lettore che indovinerà tutte le undici lettere finte riceverà in premio la collezione quasi completa dell’Accalappiacani, oppure la possibilità si passare una giornata con la redazione. La parte iconografica del numero cinque è molto bella, ma Tim Kostin chiede della altre immagini; per queste c’è tempo fino al 22 giugno.
Paolo Domenici chiede se vanno bene anche disegni fatti da bambini; vanno bene anche quelli.
Gessica Franco Carlevero propone di fare una lettura durante la manifestazione “Scrittori Città di Cuneo”, che si svolge tutti gli anni a ottobre-novembre. La proposta è accettata, ammesso che ci invitino.
Paolo Nori legge tre brani da “Nuove lettere al direttore” di Romano Battaglia, dalla quinta edizione del 1972. Paolo Domenici chiede se sia il caso di inserirne alcune nella bozza. Paolo Nori dice che si può provare, un problema può essere che queste lettere si riferiscono agli anni Settanta e non al 2009.
Nicoletta Calvagna chiede se i temi delle immagini da inviare sono sempre quelli; Paolo Nori risponde che oltre ai dodici quadri famosi già elencati nel sito dell’Accalappiacani si possono copiare altre opere, anche sculture; per esempio è arrivato un disegno del busto di Nefertiti e uno dell’Orinatoio di Duchamp, entrambi molto belli.

Passando alla bozza del numero sei della rivista, Gessica Franco Carlevero dice che due brani di Giovanni Maccari sono arrivati tardi e quindi non compaiono nella e-mail mandata pochi giorni fa. Giovanni Maccari legge il brano più corto, “Ipotesi per un’installazione”, che parte dal fatto che Babel’ è stato a Firenze per trovare Gorki, e qui ha visto Mussolini che parlava allo stadio. L’installazione consisterebbe nel ricoprire la città di Firenze con milioni di targhe che ricordano tutti i personaggi più o meno famosi che sono passati in città, in modo che la città vera e propria scompaia sotto le targhe.
Per Paolo Nori l’idea è buona, soprattutto se sulle targhe si mettesse, alla fine, la precisazione “Poi però non è morto qui”, come proposto da qualcuno durante la discussione.
Maccari dice che a Firenze ci sono già moltissime targhe, anche con iscrizioni involontariamente stupide. Paolo Albani ricorda che Gianni Rodari aveva scritto un lapidario, che era stato pubblicato su un numero de Il Caffè; cercherà di recuperale e inviarle alla redazione. Altre targhe si potrebbero inventare, come per esempio “Tolstoj non è mai stato qui”, sul tipo di quella di Pignagnoli. Si potrebbero fare delle targhe commemorative del tipo “In questa piazza non c’è alcun monumento a Giuseppe Garibaldi”. Per quanto riguarda le immagini, dato che il numero sei si presenta come un atlante, si può lavorare bene con le cartine, oppure anche con gli schizzi tipo quelli che i primi turisti facevano sui loro taccuini di viaggio.
Paolo Albani chiede perché nella bozza del numero sei compaia una cartina di Milano. Gessica risponde che la cartina è interessante perché indica le vie di fuga dal centro di Milano. Per Paolo Nori sarebbe bello trovare altre cartine simili riferite ad altre città. Dubita che possano essere riprodotte a colori; forse, un colore oltre al bianco e il nero. Però le cartine sarebbero molto simili tra di loro, mentre invece se raccontassimo come si esce da Bologna, da Torino, ecc., otterremmo dei pezzi molto diversi. Paolo Albani afferma che lui adesso ha il tom tom.
Paolo Nori legge l’atto unico “L’annunciatrice – una tragedia geografica” mandato da Gianfranco Mammi. Paolo Albani legge “Alberto sul mio comodino” mandato da Agostino Ghebbioni. Il racconto è un po’ lungo, ma forse si può chiedere all’autore di tagliarlo. Il problema è che non si sa in quale regione collocarlo.
Paolo Nori legge “Un pipistrello per amico”, un’iniziativa di un comune del trevigiano che spiega come un pipistrello mangi 2000 zanzare a sera e vale quindi la pena di installare almeno una bat-box nel proprio giardino di casa. Ivano Mazzani dice che adesso metteranno i pipistrelli anche a Ravenna, sempre per combattere le zanzare. Paolo Domenici segnala che ad Arezzo hanno installato dei megafoni che verso sera riproducono i versi degli uccelli predatori dei piccioni; Gianfranco Mammi riferisce che la stessa cosa avviene a Modena.
A Paolo Albani è piaciuta la guida alle passeggiate inviata da Manuel Pasquini, anche se alcuni pezzi gli piacciono meno. Gessica Franco Carlevero suggerisce di togliere le passeggiate in città straniere. Trova molto belli i detti del paese di Carloforte (Sardegna) raccolti da Paolo Domenici; tutti insieme forse sono troppi, ma si possono spargere lungo tutto il numero sei. Paolo Domenici legge la raccolta dei detti, specificando che Carloforte è un’isola linguistica genovese in piena Sardegna.
Paolo Nori, leggendoli per iscritto, non aveva capito che si trattava di genovese, l’aveva preso per sardo. Gessica Franco Carlevero invece l’aveva capito soprattutto per via dei cibi citati nella raccolta, cibi tipicamente liguri.
Per Paolo Nori è molto bella la breve storia della città di Milano attraverso i suoi manifesti. A Gessica piace anche il pezzo di Mauro Orletti su come passano il tempo libero i milanesi; Paolo Nori legge il brano di Orletti, che è un elenco dei corsi organizzati dall’Ufficio Tempo Libero del Comune di Milano.

11,30-12,00: pausa per sigaretta e caffè. Nel frattempo arriva Ugo Cornia.

Paolo Nori consiglia di cercare racconti di viaggio in Italia.
Secondo Giovanni Maccari si dovrà tradurre di nuovo i pezzi stranieri, per evitare problemi di copyright.
Per Paolo Nori il numero sei potrebbe parlare anche della Corsica; Paolo Domenici suggerisce anche Nizza, qualcuno aggiunge San Marino. Paolo Nori racconta il colpo di stato del 1956 a San Marino, quando l’Italia ha schierato i carri armati lungo i confini. Vedremo se inserire anche San Marino nel numero sei.
Paolo Albani suggerisce di utilizzare, come scritti “ospiti”, brani presi dai “Luoghi letterari” di Dossena e da “La favola pitagorica” di Manganelli.
Ugo Cornia fa notare che il volume di Manganelli è stato ripubblicato da poco, così come i suoi viaggi in Europa e in Asia; sarà difficile ottenere il permesso di utilizzarli. Poi dice che qui a Lido Adriano ha incontrato un farmacista che aveva un accento di Fidenza, invece gli ha detto che è di Milano, ma che altri l’hanno preso per un fidentino. Si potrebbe verificare se c’è una legge che vale per tutto. Cioè: se uno di Milano dopo degli anni che vive a Lido Adriano parla come uno di Fidenza, come chi parla uno di Napoli dopo degli anni che vive a Colle Val d’Elsa? Per Ugo Cornia questo è un bel programma di ricerca: porre il caso concreto, spiegare la legge generale e chiedere contributi ai lettori o ai frequentatori del sito dell’Accalappiacani.

A Paolo Albani è piaciuto il brano “Il vento porta via le orecchie a Napoli”, a Paolo Nori le lettere tra professori mandate da Mattia Filippini. Ugo Cornia segnala che Antonio Delfini ha scritto un bel pezzo su Reggio Emilia. Paolo Domenici chiede perché il numero cinque comparirà con la dicitura ”novemestrale”; Paolo Nori risponde che secondo Tim Kostin è più ergonomico. Il numero cinque è stato rimandato perché avremmo dovuto completare la bozza troppo in fretta; e poi uscire a luglio non ha molto senso. Conferma che in copertina comparirà il titolo “Almanacco dell’anno scorso”. Comunica che il 12 giugno al museo Guatelli di Ozzano Taro (Parma) Giuseppe Bellosi legge “La fondazione” di Raffaello Baldini a partire dalle ore 21,15. Alle 20 apre il museo, che è un posto abbastanza stupefacente, alle 21 c’è la lettura integrale.

La seduta è tolta alle ore 12,30



5 commenti to “Verbale del 2 giugno 2010 a Lido Adriano (RA)”

  1. [...] [dal verbale dell'Accalappiacani, per intero si vede qui] [...]

  2. Sono pieno d’entusiasmo che Paolo Albani abbia letto il mio brano. Spero non sia naufragato fra gli sbadigli. Disponibile a sforbiciare. Come regione lo assocerei alle Marche; bisognerebbe però trovare qualcuno che scrivesse un brano di pendant sulla casa della madonna a Loreto.

  3. Salve a tutti. Un ciao a Paolo Nori che ho conosciuto al corso che ha tenuto a Rimini.
    Volevo segnalarvi delle cartine di Hugo Pratt che sono state pubblicate sulla rivista Corto Maltese negli anni ottanta ma non so se possono esservi utili perchè sono a colori.
    Volevo inoltre chiedervi se posso inviarvi un paio di testi.
    Sono delle cronache di viaggio che avevo scritto per il giornalino del nostro sci club.
    Saluti a tutti.

  4. Ho letto di Babel. E mi è tornato in mente La ballata di Beta 2 di Delany. C’era il linguaggio babel-17. ma cosa è Babel-17? Si tratta di una lingua, di un misterioso idioma che fa la sua comparsa in un delicato momento della guerra cosmica combattuta fra l’Alleanza terrestre e gli Invasori. Ma quel che più conta, e che più interessa la poetessa Rydra Wong, incaricata dall’Alleanza di scoprire il significato di questa lingua, è che non si tratta semplicemente di una nuova concatenazione semantica, ma di u vero e proprio nuovo modo di pensare, di un punto di partenza per un pericoloso viaggio nelle più remote oscurità dell’inconscio umano e dello spazio cosmico.
    E se trovassimo una lapide scritta in Babel-17?
    PS: L’unica traduzione del romanzo di Delany l’ha fatta mio padre nel 1975….

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