Materiali.

Il formidabile esercito svizzero

Pubblicato da Sarah Spinazzola domenica 27 giugno 2010

Gli svizzeri non fanno la guerra da circa cinquecento anni, e sono ben decisi a saperla fare appunto per non farla.
In Italia si sente dire dell’esercito svizzero: «Non sapevo nemmeno che esistesse». Quando un italiano viene a sapere che l’esercito svizzero è molto più numeroso di quello italiano, dice: «Ci vuol poco».
L’esercito svizzero è servito di modello a nazioni meno languide. L’esercito di Israele è una copia di quello della Svizzera.
La Svizzera è grande il doppio del New Jersey. Il New Jersey ha una popolazione di gran lunga numerosa. Eppure ci sono seicentocinquantamila uomini nell’esercito svizzero. In qualsiasi momento, la maggior parte di essi circola in abiti da città o da lavoro. Sono un esercito in borghese, una milizia addestrata ed esperta, sempre pronta a mobilitarsi. Restano in servizio per trent’anni. Tutti e seicentocinquantamila sono preparati a presentarsi nei centri di mobilitazione o nelle basi operative in molto meno di quarantott’ore.
Se hai capito il New York Yatch Club, il Cosmos Club, il Metropolitan Club, il Century Club, il Piedmont Driving Club, puoi capire anche l’esercito svizzero. Continua a leggere »

Verbale del 2 giugno 2010 a Lido Adriano (RA)

Pubblicato da Paolo Nori mercoledì 9 giugno 2010

RIUNIONE DE L’ACCALAPPIACANI – LIDO ADRIANO (RAVENNA), 2 GIUGNO 2010

La riunione inizia alle ore 10,30 antimeridiane nei locali del Cisim in Via Parini 48.
Paolo Nori annuncia che il numero cinque non uscirà in luglio ma ai primi di settembre; per l’occasione, sulla copertina comparirà il sottotitolo “novemestrale di letteratura comparata al nulla”. Bisogna consegnare le bozze definitive entro i primi di luglio. Mancano ancora le undici lettere finte che avevamo deciso di inserire tra quelle vere; per la precisione, ce ne sono un paio, ma sono un po’ lunghe. Bisognerebbe scrivere le altre lettere finte – anche cose brevi – entro il 10 giugno (sempre riferendosi a fatti del 2009). Il lettore che indovinerà tutte le undici lettere finte riceverà in premio la collezione quasi completa dell’Accalappiacani, oppure la possibilità si passare una giornata con la redazione. La parte iconografica del numero cinque è molto bella, ma Tim Kostin chiede della altre immagini; per queste c’è tempo fino al 22 giugno.
Paolo Domenici chiede se vanno bene anche disegni fatti da bambini; vanno bene anche quelli.
Gessica Franco Carlevero propone di fare una lettura durante la manifestazione “Scrittori Città di Cuneo”, che si svolge tutti gli anni a ottobre-novembre. La proposta è accettata, ammesso che ci invitino. Continua a leggere »

Altra geografia

Pubblicato da Gianfranco Mammi venerdì 30 aprile 2010

Arrivai a Ferrara che era già notte da qualche ora. L’ingresso a Ferrara fu per me abbastanza suggestivo, e anche il viaggio lo era stato. Si entra in quella città (la quale – ove la storia d’Italia fosse andata diversamente con minor numero di avventurieri stranieri e più amore, competenza e lealtà per le cose proprie – potrebbe essere oggi la capitale d’Italia) in un modo, oserei dire, favoloso. Non so se oggi, nel 1956, si entra a Ferrara ancora in quel modo; se le cose insomma non sono cambiate dal punto di vista edilizio. Nel 1935, si entrava ancora a Ferrara come in una fiaba (e così vi entrai, per quanto vi entrassi in automobile).

Antonio Delfini, Il ricordo del ricordo, in “Autore ignoto presenta” (Einaudi, 2008), pag. 269

Altre scritte sui muri

Pubblicato da Gessica martedì 27 aprile 2010

Si proibisce espressamente a qualsivoglia persona di gettare né tampoco far gettare né far portare immondezza di sorte alcuna vicino intorno né sotto al presente arco sotto pena di scudi venticinque mila da applicarsi un terzo all’accusatore che sarà tenuto segreto et altre pene anche corporali. La qual pena pecuniaria il padre sarà tenuto per li figlioli et il padrone per le serve e i servitori in conformità dell’editto di mons. ill.mo presidente delle strade.
Pubblicato lì 14 agosto 1733

Roma, vicino a Campo dei Fiori

Da Lapidàrius.

Verbale

Pubblicato da Paolo Nori lunedì 19 aprile 2010

RIUNIONE DE L’ACCALAPPIACANI – REGGIO EMILIA, 17 APRILE 2010

La riunione inizia alle ore 16 nei locali della Biblioteca delle Arti di Reggio Emilia. La prossima riunione si terrà il mattino del due giugno a Ravenna, dove siamo invitati dal Teatro delle Albe. È possibile pernottare gratuitamente anche in camere singole nella notte tra il primo giugno (in cui si farà una lettura dei primi numeri della rivista) e il due giugno, ma bisogna prenotarsi al più presto dando il proprio nominativo a Paolo Nori. La riunione già fissata per il 22 maggio non si farà; pure l’incontro con Serena Vitale, prevista in tale data subito dopo la riunione, è stato rimandato al prossimo autunno. Si rammenta che il 25 aprile si terrà a Casa Cervi, in provincia di Reggio Emilia, l’ultimissimo “Pignagnoli ballabile”, che comincerà verso mezzogiorno.
Gessica Franco Carlevero comunica di aver mandato (non a tutti, perché non dispone dell’indirizzario completo) una prima raccolta di brani che in un modo o nell’altro parlano di geografia e possono quindi rientrare nel materiale utile per comporre il numero sei dell’Accalappiacani. Si tratta di pezzi già mandati alla redazione a partire dalle prime riunioni nel 2005, perché all’apposito indirizzo atlante@laccalappiacani.it non è arrivato niente. Allora Gessica si chiede se per caso l’idea di fare un numero “geografico” non piaccia. Continua a leggere »

Lazio. Città. Tarquinia II

Pubblicato da Gessica lunedì 19 aprile 2010

Anche nella cittadina c’erano stramberie; si vedeva per le strade prevalere nelle donne un tipo fisico che a noi pareva etrusco spaccato, con gambe grandi e tozze, belle in un modo inelegante, ctoniche; gambe adatte a stare un po’ sottoterra emergendo dalla crosta solo tre quarti. Queste gambe comparivano spesso nelle strade; suggerivano per associazione una lussuria placida, pre-cristiana, senza altro senso di peccato che quello implicito nella condizione di avere organi erettili e mortali, e di essere fatti di cicli impulsivi. Stranamente comparivano sempre nello stesso modo, viste da dietro, fuse in maniera poderosa ma non armonica coi rialti della schiena, e spesso a un livello più alto o basso dell’osservatore, perchè le strade erano in salita o in discesa. Le gonne a quel tempo scoprivano l’incavo dietro il ginocchio; la pelle era vagamente chiazzata di rossiccio; la carne pareva insaccata. Non dubitavo per un momento che le etrusche fossero fatte così; e sentivo quegli abissi di differenza che si sentono all’estero certe volte, quando i dati dei sensi, sfasati, si induriscono come ciottoli, e ci prende un piccolo panico al pensiero che anche questa accozzaglia di cose è mondo. Così anche lì, con le etrusche di Tarquinia, e le loro gambone.

Da I piccoli maestri di Luigi Meneghello

Lazio. Città. Tarquinia I

Pubblicato da Gessica giovedì 15 aprile 2010

Era uno strano ambiente, a Tarquinia. Io non ero mai stato fuori dal Veneto, altro che nelle città, e veramente non sapevo che cos’è un paesaggio. Credevo che fosse tutt’al più una di quelle vedute sulle cartoline, un taglio con dei pini, acqua e rocce, un pezzo di città, e in fondo, per esempio, un monte che fuma. Oppure credevo che un paesaggio fosse una fantasia di parole, come “Bei monti della sera - azurra è già l’Italia; stati d’animo vaghi che si provano viaggiando in treno in regioni nuove, quando a un certo punto si pensa, qui è già Romagna, Toscana, Piemonte, e il nome somiglia a un colore. Il nostro paesaggio veneto, siccome ci ero cresciuto dentro, non mi era mai venuto in mente che fosse un paesaggio. Continua a leggere »

Verbale

Pubblicato da Paolo Nori domenica 28 marzo 2010

RIUNIONE DE L’ACCALAPPIACANI – REGGIO EMILIA, 13 MARZO 2010

La riunione inizia alle ore 16,00 nella nuova sede della Biblioteca delle Arti, dove ci riuniremo anche la prossima volta. I bagni sono in fondo a sinistra. Giovanni Previdi ha portato alcune copie de “La fondazione” di Raffaello Baldini e dell’autobiografia di Franco Loi. Alla fine della riunione poseremo una targa in memoria dell’assenza di Learco Pignagnoli in questo luogo. Saranno presenti anche i massimi rappresentanti della ditta Scoppiabigi e Figli, presso cui lavora Pignagnoli come custode del loro lupo. Subito dopo ci sarà l’incontro con Giuseppe Bellosi, traduttore de “La fondazione” dal dialetto di Santarcangelo di Romagna in italiano. La riunione di maggio (probabilmente il 22) si terrà nuovamente allo Spazio Gerra. Il numero cinque uscirà ai primi di luglio; Tim Kostin sta lavorando alla nuova copertina. In occasione del due giugno, festa della repubblica, siamo invitati dal Teatro delle Albe nel quartiere multietnico di Ravenna; il primo giugno si farà una presentazione serale dell’Accalappiacani; il giorno dopo, di mattina, si farà la nuova riunione. Il pernottamento è gratuito ed è possibile prenotare anche camere singole, ma chi ha intenzione di venire deve dare conferma in tempi brevi (a paolo.nori chiocciola gmail.com). Continua a leggere »

Il motto

Pubblicato da Sarah Spinazzola lunedì 22 marzo 2010

Dunque?
Dunque lo stile molte volte non è l’uomo! E così, di mano in mano, vi porterei gli esempi all’infinito, se l’infinito fosse compatibile con un volumetto in 18.° o colla pazienza in 24.° del benevolo ma sempre annoiato lettore!
Lo stile molte volte non è l’uomo!
– Il motto è l’uomo! – Il motto coglie l’individuo, quando meno se l’aspetta, gli sfugge dalle labbra, e lo compromette per tutta la vita.
Basta un motto, basta un aforismo o una sentenza, perché un uomo si riveli tutt’intero quant’egli è, agli occhi dei presenti e dei futuri.
Quando l’ex-vescovo Talleyrand disse che – la parola era stata data all’uomo per mascherare i propri pensieri – egli non si avvide che in questa sentenza c’era tutta la biografia e il ritratto al dagherrotipo di sè medesimo – vale a dire, c’era dentro dipinto a vivi colori lo spiritoso diplomatico che aveva avuto, nella sua lunghissima vita, una parola di fanatismo per la Rivoluzione del 93, un delirio per il Consolato, un altare per l’impero, un’apoteosi per la restaurazione del 15, e un’Osanna per i cosacchi del Don, entrati militarmente a Parigi!
– Lo stato son’io! – disse Luigi XIV – e questo motto vi rende l’immagine del monarca più grande e più dispotico che abbia avuto la Francia. Continua a leggere »

Sesinepaunpip

Pubblicato da Alessandro Bonino venerdì 19 marzo 2010

sesinepaunpip

Alcune bozze di copertina per il numero cinque, in preparazione. Avvisiamo che il verbale della riunione di sabato 13 marzo scorso tarderà un pochino, ma arriverà.