Materiali.

Quanto?

Pubblicato da Gianfranco Mammi mercoledì 5 agosto 2009

“Penso spesso alla quantità di manzo che ci vorrebbe per trasformare il lago di Ginevra in brodo”

Pierre Dac

Per il numero 6

Pubblicato da Paolo Nori martedì 28 luglio 2009

EMILIA OVEST

Tra Noceto e Medesano c’è un tale, un imprenditore edile, che dice spesso gestire, Io gestisco questo immobile, dice, Questa situazione è da gestire, Gestisco un’azienda.
Ma lei cosa gestisce, mi ha chiesto a un bel momento all’altezza del Ponte sul Taro.

Un tale a Piacenza, si chiama Castagnetti Giovanni, fa l’Assessore al Futuro, scrivono i giornali.

Alla stazione Agip di Via Emilia Ospizio civico 49, il benzinaio parla sempre del tempo che fa.
E’ arrivata la pioggia, ce n’era bisogno. Fa ancora freddo, Che scuro che c’è.
Sei lì che paghi, non sai mai cosa dire.

L’altra sera a Reggio vicino a Porta S. Pietro una coppia camminava a braccetto. Poi hanno preso a sinistra.
Andavano via dondolando, visti da dietro.

[Di Silvia Marmiroli, dai testi per l'accalappiacani numero 6]

Il giuoco del calcio in Groenlandia

Pubblicato da Alessandro Bonino giovedì 23 luglio 2009

Ieri sera mi stavo documentando sulla Groenlandia1, e ho letto su un sito2 che lo sport nazionale della Groenlandia è il calcio, anche se la Groenlandia non è un membro della FIFA, perché, secondo le regole della FIFA, le partite internazionali devono essere disputate su campi di erba e nonostante mi pare che Groenlandia voglia dire Terra verde, di campi di erba, diceva quel sito, in Groenlandia non ce n’è. Per via del clima, c’era scritto3.

  1. non so neanche perché, di preciso []
  2. forse era wikipedia ma adesso non sono proprio sicuro []
  3. Diceva anche che forse la risolvono se la FIFA ammetterà il gioco sul sintetico, ma io sinceramente non so. []

Lettera a Felice

Pubblicato da Sarah Spinazzola lunedì 20 luglio 2009

[Carta intestata dell'Istituto d'Assicurazione contro gli Infortuni dei Lavoratori]

Praga, 20 settembre 1912

Gentile Signorina,
per il caso facilmente possibile che Lei possa non ricordarsi più minimamente di me, mi presento un’altra volta: mi chiamo Franz Kafka e sono quello che la prima volta La salutò a Praga quella sera in casa del direttore Brod, poi Le porse da un lato all’altro della tavola fotografie di un viaggio da Talia, l’una dopo l’altra, e infine con questa mano, che ora batte i tasti, tenne la Sua con la quale Lei confermò la promessa di fare con lui l’anno venturo un viaggio in Palestina.

Franz Kafka - Lettere a Felice 1912-1917 pag. 1 Arnoldo Mondadori Editore Milano 1972

E Perec?

Pubblicato da Gianfranco Mammi giovedì 16 luglio 2009

Be’, Perec prevede che le stesse mele renette che ebbre mettete nelle nere Mercedes del re delle merde, Beppe Cervese le venderebbe bene. E perché? Ebbene, perché è Perec che le prende, per metterle nelle belle lettere, le fresche renette, le elette, stelle perfette che leggermente splendete nel verde.

Nunarput utoqqarsuanngoravit

Pubblicato da Alessandro Bonino giovedì 16 luglio 2009

Ho scoperto ieri che il motto della Groenlandia è

Nunarput utoqqarsuanngoravit

che vuol dire

Il nostro Paese, che è diventato così vecchio.

Non buttate altro!

Pubblicato da Gianfranco Mammi lunedì 13 luglio 2009

Cartello stampato, appeso alla cancellata esterna dell’orto Botanico di Modena:

“I gatti mangiano solo cibo in scatola - per favore non buttate altro!”

Indovinate chi l’ha detto

Pubblicato da Gianfranco Mammi venerdì 10 luglio 2009

La barba, essendo quasi una maschera, dovrebbe essere proibita dalla polizia. Inoltre, come distintivo del sesso in mezzo al viso, è oscena e per questo piace alle donne.

Cosa vuoi sgridare

Pubblicato da Patrizia Barchi lunedì 6 luglio 2009

I giovani, anche loro, non possono avere sempre torto, dai, e dopo si rivoltano, che in fondo sono dei bravi ragazzi, sì, ce ne sarà anche qualcuno, che ci sono sempre stati, però la maggioranza, e invece si sente sempre parlar male, che non hanno ideali, che non hanno questo, non hanno quello, tutte stupidaggini, la gente parlano perché hanno la bocca, poi non si rendono conto, hanno i paraocchi, che qui è un cambiamento continuo, non ci stai dietro, e un genitore è fatica, non si può sempre sgridare, cosa vuoi sgridare, ma guardiamo in giro che il mondo, c’è tanta di quella roba, e i giovani le sentono queste cose, e i vecchi cosa vuoi che sentano, cosa sentiamo?

Raffaello Baldini, Zitti tutti!, p. 93

Un film muto

Pubblicato da Paolo Nori mercoledì 1 luglio 2009

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PER LA CAUSA DEL POPOLO
(sceneggiatura per un film muto e in bianco e nero)

Schermo nero.
Titoli.
Schermo nero.
Panoramica di Leningrado. La fortezza di Pietro e Paolo illuminata dai raggi del sole che sta tramontando. Cielo coperto di nuvole. Come accompagnamento musicale suona una musica trionfale.
Schermo nero.
Titolo: PIETROGRADO. INIZIO DEL SECOLO.
Schermo nero.
Interno di una stanza. Mattina.
In mezzo alla stanza c’è un grande tavolo rotondo con una tovaglia semistrappata. Sopra e sotto il tavolo ci sono, in piedi o rovesciate, bottiglie, bicchieri, piatti sporchi, mozziconi di sigarette. Continua a leggere »