A Firenze
Nella villa del Salviatino è morto il giornalista e critico letterario Ugo Ojetti, che negli ultimi anni era affetto dal morbo di alzheimer.
Sulla sua malattia si possono riferire i seguenti dettagli:
Ojetti aveva maturato una tormentosa fissazione tipica dell’alzheimer, e cioè relativa alla collocazione nello spazio. Solo che lui non sosteneva di non essere a casa, come succede normalmente, sapeva di essere a casa ma era anche convinto che era una casa finta, ricreata apposta per darla a bere a lui. Naturalmente lui non la beveva, anche se tutti i dettagli erano a posto. Ogni tanto semmai faceva finta di crederci per poter fare indisturbato le sue indagini. Dice che la mattina si vestiva, si metteva la giacca, le bretelle, il papillon, e poi girava per casa con quell’aria smarrita e diffidente. Era convinto che il set in cui l’avevano rinchiuso fosse una volta a Napoli, una volta a Vicenza, e una volta che lo scrittore Piovene, un suo vecchio potregè, era andato a trovarlo, gli ha detto questa frase carica di amarezza. “Questa è la fine di Ugo Ojetti”. Pausa. E con un tono sconsolato: “A Napoli”.
[Da Firenze: luoghi dove è morto qualcuno, di Giovanni Maccari]

