Rinascimento

Pubblicato da Gianfranco Mammi venerdì 5 giugno 2009

“Milano, Bologna, Firenze e in minor misura Roma ebbero nel Cinquecento farmacie segrete in cui si conservava tutto l’arsenale necessario per la fabbricazione dei bambini prodigio, cioè di bambini che a otto o dieci anni dissertavano in latino e greco su vari temi filosofici, filologici, di retorica, poetica e mitologia, o facevano il panegirico del signore davanti al quale peroravano, e che avrebbe dovuto assicurargli la protezione per un’illustre carriera di umanista, o nel peggiore dei casi qualche moneta d’oro. La maggior parte di questi bambini prodigio morì prima di compiere quindici anni oppure, superato questo traguardo, divennero semplici panegiristi di piccoli tiranni, segretari dei documenti greci e latini o redattori di arringhe. Il bambino prodigio umanista più noto, tra quelli che sopravvissero, fu il milanese Gerolamo Cardano, filosofo e naturalista, autore di un’autobiografia, De propria vita, in cui non nasconde niente a proposito dei suoi malumori e della sua turpe esistenza: baro, diffamatore vendicativo, “inaccessibile al pentimento” dirà Burkhardt. Cardano morì intorno ai settant’anni – all’età che aveva predetto – con un po’ di denaro, un bisnipote, larga fama e fede in Dio”.

Alvaro Cunqueiro, Ritrovo di farmacie prodigiose e scuola di guaritori, Roma, Biblioteca del Vascello, 1995, pagg. 68-69

I greci e il mare

Pubblicato da Gianfranco Mammi martedì 26 maggio 2009

Fin dai tempi di Ulisse, in mare i greci soffrirono sempre di geloni, ed è strano che nell’Odissea non se ne dica nulla.

Alvaro Cunqueiro, Ritrovo di farmacie prodigiose e scuola di guaritori, Roma, Biblioteca del Vascello, 1995, pag. 44

L’insegnamento di Lenin

Pubblicato da Alessandro Bonino lunedì 25 maggio 2009

Jan Zabrana - Tutta una vitaIl libro di Jan Zabrana, Tutta una vita, a cura di Patrik Ourednik, tr. it. Elena Paul, Palermo, :duepunti 2009, sorta di frammenti di diario del periodo della normalizzazione dopo la Primavera di Praga, a pagina 25 dice

Esempi di testi autentici: Lenin alla luce dei semiconduttori, Lenin sui rapporti sessuali extraconiugali, Lenin e l’esperanto, Lenin e il tempo andato… attentato, Lenin e l’apicultore Trofim, applicare l’insegnamento di Lenin all’industria conserviera…

A margine ho aggiunto
La marcatura a uomo secondo l’insegnamento di Lenin.
Lenin e la Lambada
Il Che fare? di Lenin e l’interpretazione dei Tarocchi

C’è altro?

Domande agli uomini di Cesare Zavattini

Pubblicato da Alessandro Bonino mercoledì 20 maggio 2009

C’è un quadro, una statua che ti abbiano veramente colpito?
No, sono io che ho colpito una statua. Da ragazzino c’erano i cavalli di Palazzo di Giustizia. Ancora non li avevano messi sopra, e noi ci giocavamo. Detti una testata a uno! Mi feci una ficozza tanto! Voglio dire che son cose che bisogna esserci attratto.

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Col violino poi mi misi a suonare per i cinema. Ma quando vidi “La canzone dell’amore”, il primo film sonoro, dissi: “Addio violino!”. Infatti si trattava di diventare un genio o di non lavorare più. Io un genio non me la sentivo di diventarci. E cambiai lavoro: meccanico.

Fai attenzione alle cose che dice la gente in tram?
No, sto attento al portafoglio: per non perdermi i documenti soprattutto. Perché i soldi li tengo in una tasca più sicura e non c’è pericolo.

Un’abitudine degli italiani che vorresti cambiare?
Che gli piacessero le canzoni italiane invece che quelle americane.

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E’ mai stata al cinema?
C’è il cinema qui alla parrocchia e ci sono andata una volta. Era un cinema d’amore: un po’ si volevano, un po’ no; alla fine mi sono addormentata, non mi interessava. Mi hanno domandato se mi era piaciuto: così così, mi ha ricordato un po’ la mia gioventù.

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Che cosa le dice la parola “Dio”?
Stiamo freschi: non so cosa risponderle. [...] Che poi le cose belle le abbia fatte Dio oppure no, questo non mi interessa.

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Qual è stata la gioia più grande della sua vita?
Quando mi sono sposata. Altro niente. La vita è sempre la stessa: su e giù per la strada a vedere chi ha la testa più grossa.

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Un film che ricorda?
Verso la Siberia con Antonio Moreno. Ero ragazzino. C’erano dei deportati che la polizia dello Zar portava in Siberia. C’era una spia in tipografia che denunciava gli oppositori dello Zar. Poi però faceva una brutta fine per mano di Boris.
Anche Charlot mi piaceva molto.

(estratti dal libro Domande agli uomini di Cesare Zavattini, a cura di Renzo Martinelli, Le Lettere, 2007, inviato da Duccio Battistrada)

Discorso dell’ombra e dello stemma

Pubblicato da Sarah Spinazzola lunedì 23 giugno 2008

Un giornalista, un ingegnere delle anime, mi dice - e io naturalmente gli do ragione – “Deve pure esserci qualcuno che legge i libri per conto di chi non li legge”. Essendo un “deve”, la proposizione non è né vera né falsa; e tuttavia che taluno pensi di poter leggere per conto altrui, è un segno dei tempi, un presagio della fine del mondo, sensibilmente più catastrofico dei terremoti, e le eruzioni e dell’on. Piccoli. Qualcuno non “legge” un libro, legge quel che io ne scrivo. Dunque legge pur sempre; ma legge qualcosa che è stata scritta, almeno ufficialmente, a proposito di un libro che colui che scrive ha letto. Continua a leggere »