Pubblicato da Gianfranco Mammi martedì 16 giugno 2009
Un pomeriggio di alcuni anni fa ero a Torino, aspettavo una persona in quella piazza col monumento equestre di Giuseppe Garibaldi. La piazza non mi ricordo come si chiama, forse si chiama Piazza Garibaldi. Quello di Torino è un monumento intelligente perché ci puoi comodamente girare tutt’intorno, ci passerebbe anche una macchina, e scoprire che il cavallo di Garibaldi ha i maroni grossi come due cocomeri.
Potete controllare nelle vostre città? La mia è un po’ sfigata, non ha nemmeno un monumento a Garibaldi. A Bologna invece ci son passato spesso davanti, alla statua, ma non ho mai notato maroni. Dal davanti.
La mappa, atto unico tratto dall’Accalappiacani n.2, lettura di Paolo Nori e Mauro Orletti nel corso della presentazione all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, martedì 28 aprile 2009 ore 18.30. L’intera presentazione si può vedere a questo indirizzo. Un’altra versione de La mappa, con lettura di Paolo Nori e Paolo Colagrande, registrata alla presentazione al Litcamp di Torino il 16 maggio 2009, si può vedere qui.
Alla fiera del libro non è raro vedere scrittori che si aggirano tra gli stand, che sfogliano libri, che guardano le copertine, che parlano con altra gente, magari con altri scrittori, con editor, con lettori, mischiati tra la folla come se fossero persone qualunque; a parte quelli che sono stati in televisione, alla fiera del libro è difficilissimo distinguere uno scrittore da una persona normale, perché c’è tanta gente che a guardarla, come si muove, come è vestita, diresti che son degli scrittori, ma magari non lo sono, magari è della gente che è vestita così perché gli piace vestirsi così, o magari è solo qualcuno che vorrebbe esser pubblicato, e si veste e si muove con i tratti caratteristici dello scrittore.
Mi è venuta un’intuizione: nelle prossime edizioni si potrebbe fare un recinto dove dentro si mettono gli scrittori, ognuno con il suo cartellino identificativo di scrittore, cosicché chiunque passi al di fuori del recinto possa dire To’ guarda, quello è uno scrittore, poi leggere il cartellino e capire che scrittore è, se è famoso, se è uno che si è sempre letto senza sapere che faccia abbia, se c’è qualcuno vestito in modo un po’ diverso, qualcuno che bara sul codice non scritto di comportamento per gli scrittori.
Poi m’è venuta un’altra idea che secondo me è persino migliore: si potrebbero mettere delle pedane, e mettere gli scrittori sopra queste pedane, ognuno fermo immobile sulla sua pedana, e davanti a ogni scrittore mettere un leggìo con sopra una pagina della sua scrittura, per poter dar la possibilità al pubblico di capire se lo scrittore assomiglia alla propria scrittura, o se la scrittura assomiglia al suo autore, proprio come si dice che i cani assomiglino ai loro padroni, o viceversa.
Sabato 16 maggio,
a Torino,
al Circolo dei lettori,
alle ore 17,
dentro una manifestazione
che si chiama Litcamp 2009
cosa (non) farne della scrittura oggi
delle letture dall’accalappiacani
con Alessandro Bonino, Paolo Colagrande,
Gessica Franco Carlevero, Paolo Nori
e forse anche degli altri.